mercoledì 25 gennaio 2017

MACARONS ENTREE E MACARONS DESSERT PER MTC 62

di Vitto

Macarons entree fumè -proposta salata

Macarons dessert zabaione e cassata - versione dolce


Ecco che siamo alla prima SFIDA MTC del nuovo anno.

Prima o poi doveva succedere.

Una sfida su una preparazione che proprio non riesco a farmi piacere.

Questo mese Ilaria del blog Soffici, vincitrice della sfida di Novembre con un meraviglioso Tiramisù,  ci invita a una sfida tecnica che più non si può (e fin qui va bene), ma…. ma.. ma.. ma proprio sui Macarons? Sono dolci dolcissimi stradolci, io proprio non riesco a farmeli piacere (certo non ho assaggiato quelli dei guru, ma sempre dolcissimi sono)
Non sia mai che mi tiro indietro, anzi sarà occasione per imparare tanto e magari ricredermi.
E allora studio leggo e rileggo il post dettagliatissimo di Ilaria che vi consiglio caldamente di studiare se volete cimentarvi perché lei è scrupolosa, meticolosa e precisissima quindi le sue istruzioni sono a prova di imbranata (ci sono riuscita anche io) distratta approssimativa come me.
Più leggo più mi prende il panico, mi pare lunghissimo e complicato … e poi invece non è così…seguendo le istruzioni fila tutto liscio….. seguendole appunto!
Io mi sono distratta, ho fatto altro, ho dimenticato passaggi, ho fatto tutti i pasticci possibili, ma i macarons sono venuti anche abbastanza decenti (mi pare)
Ve lo dico?
SONO ORGOGLIOSA DEL RISULTATO TECNICO!
Un po’ meno del risultato di gusto per la versione salata che è contemplata emi ci sono subito buttata con entusismo.
Ma il sapore del guscio è irrimediabilmente dolcissimo.
Troppo
E il contrasto con un ripieno salato …. E affumicato è veramente troppo per le mie papille gustative.
Insomma mica mi è piaciuto tanto, ma tant’è chi li ha assaggiati li ha apprezzati più di me, quindi eccomi con le mie proposte.
Riguardo alla tecnica per realizzare i gusci dei Macarons vi riporto (in corsivo) integralmente il testo di Ilaria (da lei trovate molti consigli in più, andateci)

Prima di iniziare occorre fissare alcuni punti chiave

·         ALBUMI: gli albumi devono essere “vecchi” di almeno 3 giorni, addirittura Hermè parla di una settimana. Divideteli  già in due ciotole, ricoperti con la pellicola su cui inciderete dei piccoli tagli. E riponeteli in frigorifero. Durante il periodo di riposo gli albumi perdono la loro elasticità, sarà quindi più facile montarli senza il rischio che diventino granulosi. Inoltre non ci saranno problemi di batteri in quanto, comunque, verranno cotti in forno ad alta temperatura.

·         TPT (tant pour tant): ovvero uguale quantità di farina di mandorle e zucchero al velo. Consiglio di comprare direttamente la farina di mandorle e scegliere il tipo più fine. Passatela poi al mixer con lo zucchero al velo e setacciate (anche due volte se ritenete) usando un colino fine. Questo passaggio non  va trascurato in quanto permette di ottenere una pasta fine e così avrete dei gusci lisci e brillanti. Potete realizzare il TPT in anticipo, e conservarlo in un contenitore ermetico, in un ambiente asciutto, al massimo per una settimana.

·         TEMPLATE: soprattutto per chi li fa per la prima volta e non ha ancora la manualità necessaria è opportuno seguire un template, oppure utilizzare l’apposito tappetino in silicone per avere una forma perfetta e uguale per tutti i macaron. Sinceramente non amo particolarmente la resa della cottura sul tappetino e preferisco utilizzare la carta da forno.
Prendete un foglio di carta da forno grande quanto le vostre teglie o placche. Utilizzando una matita e il retro di una bocchetta o un bicchierino (non superate mai il diam. di 3,5cm) create una serie di file di cerchietti distanziati circa 2 cm gli uni dagli altri.
A questo punto potete appoggiare il foglio sulla teglia e ricoprirlo con un nuovo foglio di carta da forno oppure girarlo e utilizzarlo al contrario in modo da non venire direttamente a contatto con la matita.

·         ATTREZZATURA: preparatevi già l’attrezzatura necessaria, che in realtà è poca roba, in modo da non dover lasciare troppo l’impasto in attesa. Vi occorrerà: un mixer, un setaccio, una frusta elettrica (meglio se avete la planetaria), un termometro, spatole in silicone, sac à poche  e bocchette (8-10-11mm), teglie e carta da forno.

·         COLORANTE: siamo in pasticceria perciò è ammesso, anzi richiesto l’uso dei coloranti. Il pregio dei macaron è la nota di colori vivaci che attraggono subito lo sguardo, quando fanno bella mostra di se nelle vetrine delle pasticcerie.
Non tutti i coloranti però sono ideali per i macaron. Io personalmente prediligo i coloranti in pasta poiché sono fortemente pigmentati. Si mescolano molto bene e usandone una minima quantità si ottiene un colore vivido, senza alterare la consistenza dell’impasto. Sconsiglio invece i coloranti in polvere (a meno che non siano quelli professionali) perché poco pratici, molto volatili e ne serve un grande quantitativo per ottenere una colorazione luminosa. I coloranti liquidi poi sono molto delicati e permettono solo colorazioni lievemente pastello.
Ovviamente è possibile usare colorazioni naturali, ma considerate sempre l’impatto, anche del gusto, che apportate alla pasta. Per esempio il cacao tende a smontare la meringa, in questo caso per ottenere la colorazione scura è molto meglio utilizzare un po’ di marrone.
Ci sono due momenti in cui si può aggiungere il colorante all’impasto: aggiungendolo agli albumi prima di versarli nell’impasto di mandorle (TPT) oppure alla meringa italiana prima del macaronage.

·         MERINGA ALL’ITALIANA e MERINGA ALLA FRANCESE: la meringa francese è più semplice da realizzare in quanto non richiede una cottura precisa dello zucchero. Tuttavia la realizzazione dei gusci di macaron necessita di maggiore attenzione. Poiché lo zucchero è incorporato “a freddo” la struttura degli albumi è più umida e aerata e quindi è più difficile incorporare una grande quantità di TPT senza far afflosciare la meringa. Si rischia così di ottenere una pasta troppo liquida o al contrario grumosa. Il tempo di croutage si allunga. Una volta cotto, il macaron è più friabile, la colorazione e la finitura sono meno precisi. Mentre la meringa italiana è più complessa nella realizzazione, ma assicura una pasta più liscia. Poiché lo zucchero viene incorporato sotto forma di sciroppo, si amalgama bene all’interno dell’albume e avvolge le bolle d’aria come una pellicola, mantenendo la coesione della montata e rendendo la meringa più liscia e più brillante. Essendo più densa, la meringa italiana si incorpora più facilmente alla pasta di mandorle. Permette di cuocere i macaron ad una temperatura più bassa, preservandone il colore e la brillantezza.

·         COTTURA: la cottura suggerita dai pasticceri è quella ventilata (con più teglie), a me personalmente non sono mai venuti bene perché coloriscono troppo facilmente e seccano. Preferisco il forno statico, una teglia alla volta. Il trucco di inserire 3 teglie sovrapposte nel forno, a mio avviso non aggiunge nessun particolare miglioramento al risultato finale.

·         FARCITURA: la farcitura è l’elemento fondamentale del macaron, può essere una ganache esaltata da una spezia, un aroma o un’infusione, oppure una crema (al burro, mousseline, chantilly), un curd o semplicemente una confettura o gelatina di frutta. Può essere doppia (ganache+crema, per esempio) o contenere degli inserimenti di frutta o gelatina.

·         RIPOSO: una volta farciti, i macaron devono riposare almeno 24hs in frigorifero. In questo modo l’umidità dell’ambiente e della farcia infonderanno profumo e gusto ai gusci, esaltandone la consistenza. Il giorno dopo i macaron avranno la consistenza perfetta, croccanti ma morbidi e fondenti all’assaggio. Lasciateli a temperatura ambiente per 2hs prima di servirli.

·         PERSONALIZZAZIONE: Potete personalizzare i macaron secondo la vostra fantasia. A partire dall'aromatizzazione dei gusci (aggiungendo qualche goccia di essenza o estratto che però si sposino con il sapore della mandorla di base). Esistono decorazioni che si possono fare sui gusci da cotti, vedi filamenti di cioccolato, foglie d’oro, brillantini o iridescenze. Oppure altre che si devono obbligatoriamente eseguire prima della cottura: polvere di stelle, panatura, perline, monpariglia, zuccheri colorati o aromatizzati. 


Ricetta di Pierre Hermé (per circa 32-35 macaron)
150g zucchero al velo
150g farina di mandorle
110g albumi vecchi (almeno 3 giorni) – divisi in due ciotole da 55g l’una

Per lo sciroppo
150g zucchero semolato
50ml di acqua

TPT
Tostate leggermente la farina di mandorle in forno a 150° per circa 10minuti. Lasciate raffreddare completamente.
Passate al mixer la farina insieme allo zucchero al velo per ottenere  una miscela aerea e impalpabile e passate successivamente al setaccio.  
Incorporate i primi 55g di albume crudo al TPT servendovi di una spatola in silicone. E’ necessario amalgamare bene in modo da ottenere una pasta morbida, omogenea e densa.
Se volete aggiungere del colorante, versatelo sugli albumi e mescolate. Poi uniteli al TPT.

MERINGA ITALIANA
Versate lo zucchero semolato e l’acqua in un tegame dal fondo spesso. Inserite un termometro e cuocete a fuoco medio.  Quando la temperatura arriva a 115° simultaneamente cominciate a montare i rimanenti 55g di albume ad alta velocità. Se, una volta che lo zucchero comincia a bollire, tendesse ad attaccarsi utilizzate un pennello bagnato in acqua fredda e passatelo sui lati (come per il caramello).
Quando il termometro raggiunge i 118° versate lo sciroppo a filo sulla meringa (non ancora completamente montata) avendo cura di farlo scivolare sul lato della ciotola. Continuate a montare per un altro minuto. Poi diminuite la velocità e montate ancora per circa 2-3 minuti o comunque fino a  quando il composto risulterà bello gonfio, lucido e bianchissimo. E la temperatura sarà scesa a 40°C. solo a questo punto la meringa potrà essere aggiunta alla pasta di mandorle.
Volendo aggiungere del colore può essere fatto in questa fase ricordandosi di usare solo coloranti idrosolubili che non smontano gli albumi.




MACARONAGE
Incorporate inizialmente una piccola quantità di meringa alla pasta di mandorle e mescolate in modo da rendere l’impasto più fluido. Aggiungete la restante meringa usando una spatola in silicone, mescolando dal centro verso i lati esterni e raccogliendo continuamente l’impasto. Quando il composto comincia a diventare lucido fate la prova del MACARONNER, ovvero l’impasto è pronto quando sollevando la spatola ricadrà sulla ciotola formando un “nastro pesante” che ricade con una certa difficoltà. 
Prendete il sac-a-poche con bocchetta liscia da 8-10mm, versate una quantità di composto riempendola fino a metà circa. Spremete bene il composto fino alla fine della tasca, questa operazione è molto importante (in generale, non solo per i macaron) perché eviterà la formazione di bolle d’aria. Chiudete con due o tre giri la tasca e fermatela con una molletta.



POCHAGE
Fissate con un pochino di impasto i 4 lati del foglio di carta da forno alla teglia. Tenendo la tasca verticale posizionatevi a circa 2cm sopra la teglia. Iniziate  a formare dei bottoncini di impasto seguendo lo stampo in silicone oppure il vostro template. Spingete la pasta torcendo ogni volta la tasca di un quarto di giro. Continuate sulle altre teglie fino all’esaurimento dell’impasto. Picchiettate delicatamente con la mano il fondo delle teglie in modo da uniformare i macaron ed eliminare eventuali bolle d’aria.

CROUTAGE
Lasciate riposare i gusci a temperatura ambiente, da almeno 30 minuti a 2-3hs. Questa operazione è molto importante in quanto serve a creare una pellicola fine, secca e resistente sui gusci, e che diventa poi croccante in fase di cottura. L’umidità solleva il guscio senza screpolarlo e alla base si forma il collarino.
Poiché i tempi di croutage possono variare a seconda della temperatura esterna, per verificare che i gusci  siano pronti per essere infornati, sfiorate delicatamente la superficie di un guscio; la pasta non deve incollarsi al dito.

COTTURA
Infornate a 180° per i primi 2-3 minuti fino a che si forma il collarino e il macaron si solleva leggermente. Dopodiché abbassate la temperatura a 140-150° e cuocete per ulteriori 10-12 minuti.
Le temperature e i tempi di cottura sono assolutamente indicativi e dipendono dal proprio forno. 
Sia Hermé che Felder suggeriscono la cottura ventilata, ma a mio parere i macaron colorano troppo facilmente e asciugano in modo eccessivo.

Una volta cotti, togliete la teglia dal forno e fate scivolare il foglio dei macaron su un ripiano fino al completo raffreddamento. E’ importante NON LASCIARE il foglio sulla teglia altrimenti continuerà la cottura.
Staccate i macaron lentamente dal foglio di carta forno  e con l’indice create un piccolo avvallamento che permetterà una farcitura più abbondante. Lasciate i gusci con la parte “piatta” rivolta verso l’alto.
I vostri macaron sono pronti per essere farciti. Oppure potete conservarli in frigorifero fino a 48hs o congelarli.



Note mie sulla cottura:
- Ho cotto una teglia alla volta con forno ventilato (non posso togliere la ventilazione) mettendo la teglia a metà altezza, temperatura primi 3 minuti a 180 gradi, poi a 140.
- Ho lasciato leggermente aperta la porta del forno
- Ho dovuto allungare i tempi di cottura da 10 a 16 minuti
- I macarons risultavano forse troppo secchi subito, ma dopo 8 ore di riposo dalla farcitura risultano perfetti.



Prima proposta:

MACARONS ENTREE FUME' (2 tipi salati legati dal gusto affumicato e piccantino)




Macaron all'aringa affumicata

gusci verdini (mezza dose) 
ho aggiunto al TPT 1 cucchiaino di te matcha in polvere che da un aroma e un colore particolari 

ripieno (per 10 macarons)
50 g filetto di aringa affumicata dissalato un giorno nel latte
25 g di burro ammorbidito
50 g formaggio spalmabile
1 punta di pimenton
Frullate tutto fino ad ottenere una crema omogenea, mettete in sac a poche con bocchetta da 8 e raffreddare in frigo almeno un'ora.
spremete la crema su un macaron, premete sopra l'altro finchè la crema no arriva al bordo. spolverate il bordo con pochissima polvere di te matcha


Macaron alla scamorza affumicata e mostarda mantovana

gusci giallo uovo (mezza dose)
ho aggiunto al TPT colorante giallo e poca senape in polvere

ripieno (per 10 macarons)
50 g di scamorzine affumicate tritate finissime
50 g latte 
5 g farina
5 g burro
25 g mascarpone
10 fettine sottili di mostarda mantovana di mele (io quella di Juri)

Sciogliete la scamorza sul fuoco con il burro, aggiungete la farina, poi diluite con il latte e cuocete mescolando finchè la scamorza smette di filare. Fate raffreddare completamente, poi aggiungete il mascarpone. Mettete in sac a poche con bocchetta da 8 e rassodate in frigo. 
Spremete la crema su un macaron, inserite un pezzettino sottile di mostarda, premete sopra l'altro finchè la crema no arriva al bordo, spolverate il bordo con pochissima senape.


Degustate questi macarons salati con un bicchierino di vodka gelata o accompagnateli a un te nero affumicato come il lapsang suchong

NOTA MIA: ho sempre preferito il salato al dolce e il contrasto fra i due non mi dispiace, ma in questo caso il dolce è veramente dolcissimo e il contrasto con un ripieno salato è troppo forte e stridente.


Seconda proposta:

MACARONS DESSERT (2 tipi dolci)



Macaron al caffè e zabaione

gusci al caffè (mezza dose)
ho aggiunto al TPT 2 g di polvere di caffè macinato moka e un cucchiaino di albume per riequilibrare l'umidità dell'impasto

ripieno (per 10-12 macarons)
3 tuorli
60 g zucchero
90 g marsala
10 g farina
battete i tuorli con lo zucchero, aggiungete la farina, stemperate con il marsala e portate a cottura mescolando finchè non addensa. Fate raffreddare con pellicola a contatto, poi trasferite in sac a poche con bocchetta da 8 e fate rassodare in frigo.
Spremete la crema su un macaron e premete sopra l'altro finchè la crema non arriva al bordo.

Macaron Cassata siciliana

gusci rosa (mezza dose)
Ho aggiunto al TPT poco colorante rosa, e 2 gocce di aroma mandorla per rinforzare l'aroma naturale mandorla del macaron

ripieno (per 10 macarons)
100 g ricotta di pecora ben scolata - importante che sia ben asciutta.
20 g zucchero semolato
20 g scorza di arancio e zuccata candita a dadini microscopici
1 cucchiaino da caffè di marsala
8-10 g di cioccolato fondente a scagliette (un quadretto)
Mescolate i dadini di candito con gocce di marsala per fargli perdere la viscosità
Lavorate la ricotta con lo zucchero, aggiungete i canditi e le scagliette di cioccolato. Trasferite in sac a poche con bocchetta da 8 e mettete in frigo a rassodare. 
Spremete la crema su un macaron e premete sopra l'altro finchè la crema non arriva al bordo.




Degustate questi macarons dolci con un bicchierino di marsala invecchiato o accompagnateli a un caffè.


NOTA MIA:
La versione dolce non mi è per nulla dispiaciuta, Ilaria mi ha fatto riconciliare con un dolcino molto bello, ma che non mi piaceva per nulla.

Un altro scoglio della cucina, anzi della pasticceria è stato superato, un'altra volta questo bellissimo gioco mi ha messo a dura prova, ma con le "istruzioni for dummies" che Ilaria e Alessandra ci hanno fornito non si può sbagliare.
Provate provate e vedrete che soddisfazione!




Queste due proposte partecipano all’ MTChallengen.62 di Gennaio 2017



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giovedì 22 dicembre 2016

Tavola per Buffet di Capodanno

E siamo al terzo appuntamento con gli allestimenti per il master "Conciati per le feste" organizzato dalla squadra MTC!
Per me e' stato il tavolo piu' difficle da pensare, non per tema, menu' e ospiti, ma per l'allestimento. E mi spiaceva tantissimo perche' l'avevo riservato alle mie streghe, le mie compagne di blog, le mie "sisters"... e volevo accoglierle con qualcosa che le lasciasse incantate, qualcosa di speciale come loro. Poi ho realizzato che avrei anche potuto usare posate di plastica e loro non ci averbbero badato, perche' con loro l'importante siamo NOI...il resto e' solo una cornice....cosi' mi sono rilassata e ho provato a fare del mio meglio!

Il tema della serata e' "Accendi un desiderio". Sta per iniziare un nuovo anno e vorrei festeggiarlo augurando ad ognuna delle mie amiche che possa realizzare un sogno a cui tiene! E quando esprimiamo un desiderio poi lo consegnamo al soffio di una candela e il fumo lo portera' in alto per poter essere ascoltato....
Sul tavolo quindi ho distribuito candele, tea light e lanterne assortite...appoggiate su una fusciacca color panna e oro a fare da contrasto sulla tovaglia rossa!
Ecco l'invito:


E questa e' la palette di colori per questo allestimento:


Ma passiamo ora al menu'. Il Buffet e' l'occasione in cui piu' di tutte le altre si tende a strafare! Bisogna stare attenti quindi a non cadere nell'eccesso, perche' il cibo fa parte della serata, ma non e' certo l'unico elemento; i nostri ospiti si sazieranno sicuramente, ma ci devono essere momenti di svago e rilassatezza.
Siccome stiamo parlando di un menu' per il cenone di Capodanno e la tradizione vuole che sia una serata beneaugurante, io ho pensato di inserire nel mio' menu' tanti ingredienti che richiamano la prosperita'....un po' come quando si lancia il riso agli sposi, quando si mangiano gli acini d'uva o le lenticchie a mezzanotte...quegli ingredienti piccolini che sono pero' sinonimo di augurio....
L'ho pensato cosi':


IL piatto caldo che ho previsto e' un risotto! potrebbe essere "problematico" servire un risotto in un buffet, perche' se non avete qualcuno in cucina che lo prepari per voi, vi dovrete assentare dagli ospiti per cucinarlo.
Io ho deciso di prepararlo perche' e' il mio piatto, quel piatto che se penso a qualcosa da cucinare per una persona speciale penso subito a un risotto e poi perche' siccome le mie streghe sono piu' che sorelle, non si faranno scrupoli a venire a farmi compagnia in cucina e continuare a chiacchierare li tutte insieme mentre io finisco di cucinare.
Soprattutto ho messo nel menu' tante bollicine, perche' so che loro le adorano!!!!!
Di seguito qualche foto dell'allestimento. Qui i piatti sono vuoti, dovete fare voi lo sforzo di immaginarli pieni con le portate del menu'!


I tovaglioli andrebbero di stoffa anche in un buffet, ma se l'occasione e' informale e serve a far sentire piu' tranquilla anche la padrona di casa, allora e' concesso una piccola deroga. Io li ho usati di carta quindi, legari da un nastro argento e una pallina rossa!


Le posate le ho riunite in un contenitore bianco



Invece di un centrotavola ho cercato di illuminare l'allestimento usando candele e lanterne....


I bicchieri all'arrivo degli ospiti sono tutti radunati su di un vassoio.


Ecco...alla fine mi rendo conto che e' un allestimento un po'...spettinato...ma mi sentirei tranquilla ad accogliere le mie amiche per questo buffet, perche' anche la tavola, seppur spettinata, e' come noi, come i nostri ritrovi quando parliamo tutte insieme una sull'altra riuscendo ad ascoltarci tutte, quando ci diciamo "porto giusto una cosina" e immancabilmente ce ne andiamo ognuna con mille pacchettini di meravigliosi avanzi, quando entriamo a casa di una di noi, appoggiamo borse, trolley e pacchi e iniziamo a scambiarci conserve, dolci, torte....sono sicura che loro durante la serata non si sentiranno ospiti ma famiglia!

Nell'invito e' richiesto di indossare un particolare dorato.... io che adoro tutto cio' che luccica mi vestiro' cosi':


Ci sara' anche un piccolo dono per le mie ospiti: una lanterna cinese di carta, di quelle da far volare col calore di un lumino, che accenderemo dopo il brindisi di mezzanotte, ognuna esprimendo il suo desiderio e facendolo volare in alto...


Ecco...ora dovrei valutare l'invito e la serata allo specchio, ma siccome ognuna di loro passera' a leggere il post, sono sicura che trovero' nei commenti qualcosa in proposito su questa serata! Io so che Nadia prima di entrare mi chiedera' se ho chiuso la gatta in camera e adorera' la tovaglia rossa e indossera' uno dei gioielli svarovsky che prepara con le sue manine, Miriam si mettera' le mani davanti alla bocca dallo stupore, Vitto portera' delle marmellate da dividere e apprezzera' le bollicine, Bea sara' elegantissima, Ilaria mi dira' che sono pazza a fare "tutto sto sbattone"....ma tutte, tutte, tutte avranno il loro sorriso piu' vero!



Con questo ultimo allestimento faccio a tutti i miei piu' cari auguri di Buon Natale e un magnifico anno nuovo!
E GRAZIE ancora infinitamente ad Alessandra, Elisa e Caterina per questo regalo di Natale.
Vi assicuro che non potrei essere piu' lontana da questo genere di cose e all'inizio e' stato davvero uno shock per me! Ho imparato tantissimo e nonostante quello che pensassi, mi e' anche piaciuto molto!
Grazie a tutte le altre partecipanti con le quali mi sono trovata benissimo dal primo istante, con uno spirito di aiuto e condivisione come poche volte ho trovato! Siete meravigliose!



Un abbraccio a tutti 
Paola

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lunedì 19 dicembre 2016

La cena di Natale stile country

Ed eccoci alla seconda puntata del master "Conciati per le feste!" organizzato dal team MTC.

La tavola che vi racconto oggi è pensata per la cena di Natale in stile country.
Manco a dirlo è stata quella che ho amato da subito, adoro il country, ascolto sempre musica country....è uno stile in cui mi riconosco molto.


Il titolo che ho scelto per questa cena è "Che rumore fa la felicità!" e l'invito è per le mie più care amiche, quelle storiche con cui sono cresciuta, quelle più recenti e le ultime appena trovate.... quindi Tati, Anna, Elena, Kikina, Paola....questo invito è per voi, perché la felicità è il rumore delle nostre chiacchiere, delle nostre risate, anche dei nostri pianti, delle nostre giornate a fare biscotti e delle nostre cene indimenticabili. E per dirvi che vi voglio bene!
Ecco l'invito:


La prima cosa che ho scelto per questo allestimento è stata la tovaglia.... ero passata allo scampolificio tempo fa e avevo visto questa stoffa di cui mi sono innamorata immediatamente, quindi l'avevo presa e ne avevo fatto una tovaglia... già in tempi non sospetti! Volevo usare questa ad ogni costo e in base a questi colori ho sistemato il resto.
Questa la paletta di colori utilizzata:


Il menu' per questa cena country e' molto semplice e tradizionale.


Grazie sempre a Giovanna per l'aiuto con i vini!!!

Il centrotavola è un contenitore il latta rosso, ho inserito un pezzo di oasi in cui ho incastrato le candele (che a cena sono un must) e poi decorato con ciuffi di tuja e bacche rosse. Molto semplice, sono le cose che preferisco!


E l'effetto mi piace, molto caldo!


Per la mise en place ho usato dei centri ricamati invece dei sottopiatti, il tovagliolo legato con un nastro rosso, una campanella, perché il suo tintinnio fa allegria immediatamente, e un rametto di abete.


Le posate, ora che le ho ritrovate, vi avevo detto che le avreste riviste presto.... non sono bellissime???? Ho usato le stesse della tavola per il pranzo, le trovo adatte anche allo stile country.


Anche i bicchieri sono gli stessi, perché danno quella nota di eleganza che nella tavola delle feste non deve mai mancare!


Ho scelto il tema country per la cena con le amiche perché è elegante senza essere eccessivo. Vorrei che i miei ospiti si sentissero a casa loro pur notando la cura e le attenzioni di un allestimento pensato su misura per loro, per ringraziarle di esserci sempre, a volte nonostante me!

Il dress code richiesto agli ospiti in questo caso prevede di indossare un particolare rosso.
Io indosserò  questo outfit: (foto presa dal web)


Il regalo che  offrirò alle mie amiche sarà un cd di musiche natalizie cantate da un gruppo country che ascolto sempre  e che sarà il sottofondo di tutta la serata. Il cd è avvolto da una carta e un nastrino rosso e un rametto di abete ad abbellire.


E ora mi metto nei panni delle mie amiche per commentare l'invito e la serata "allo specchio", ma spero che qualcuna di loro passi davvero a dirmi la sua!

"Un sorriso! Un grande sorriso e stringere l'invito al cuore è stata la prima reazione quando ho aperto la busta con l'invito a cena di Paola. E gioia poi la sera della cena nel toccare con mano la cura che Paola ha messo in ogni dettaglio.
Tutto è nel suo stile, semplice ma fatto con tanto cuore e calore.
La richiesta del dress code è insolita per lei, ma è stata una novità divertente.
Io ne ho approfittato per farmi mettere uno smalto "Rosso Natale" alle unghie e farle venire un po' di sana invidia, visto che invece lei le unghie se le mangia in continuazione! Chissà se magari è un incentivo a smettere!
Il menù era delizioso, ci ha accolti con le bollicine proprio come piace a noi! La cena era ottima, così come la compagnia e per tutta la sera ci ha accompagnate una piacevole compilation natalizia di sottofondo che è stato anche un bel regalo per tutti noi.
Invece a lei ho regalato una maglia che avevamo visto insieme passeggiando per negozi....le ha fatto tanto piacere, soprattutto perché so che adora i regali che "la abbraccino".
Serata magnifica, da ripetere!"

Ecco...credo di avervi detto tutto.
Mi mancano solo i ringraziamenti ad Alessandra, Elisa e Caterina per aver reso possibile tutto questo!



Un abbraccio a tutti
Paola

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venerdì 16 dicembre 2016

Il mio pranzo di Natale "Il meglio deve ancora venire"

C'è stato un attimo in cui ho detto (ma avrei voluto urlare) "da che parte si esce????" e che avrei voluto urlare si capiva benissimo dalla nota di panico tra le parole....
Vabbè....è andata che è già un miracolo che riesca a partecipare un paio di sfide all'anno dell'MTC  (santa Vitto che tiene alto il nome del blog), che ho un lavoro che dire frenetico è un eufemismo e delle volte non trovo il tempo per respirare...e invece mi trovo a iscrivermi all'ultimo delirio Master firmato MTC.
Il titolo parla da solo: Conciati per le feste! Solo delle menti malate geniali potevano avere sta trovata!


Quindi che si è fatto in questo master???? Tantissime risate (ma solo dopo qualche notte insonne x digerire l'ansia), un gruppo segreto segretissimo su FB dove ho trovato gente meravigliosa, ma soprattutto si è imparato. Tanto. Tantissimo.
Abbiamo discusso di come pensare e organizzare un menù, di come organizzare un invito a cena, dal tema ai colori, al centrotavola, alla posizione dei bicchieri, dei tovaglioli, delle posate, pensato a un filo conduttore per il nostro invito...insomma, con una tutor del calibro di Caterina Reviglio Sonnino era un'occasione imperdibile per una come me che invece di mise en place e arte di ricevere sa ben poco!!!! E infatti lo dico qui e l'ho detto alle altre ragazze, è stato un bellissimo regalo di Natale!
Non credevo di potermi appassionare tanto a queste cose, invece la cura che mettiamo in questi gesti verrà avvertita anche dai nostri ospiti e ne sono certa perché io ho sorriso tutto il tempo mentre provavo i vari allestimenti e tutte le combinazioni possibili!

Ok dai....Oggi vi presento la mia tavola pensata per il pranzo di Natale.
Il tema che ho scelto è "Il meglio deve ancora venire" e i colori per questo allestimento sono il blu e l'argento. L' invito è rivolto a una coppia di amici che hanno appena festeggiato il loro 25esimo anniversario di nozze. Nozze d'argento, quindi argento anche sul tavolo!
Questo è l'invito x loro


Ho creato la paletta di colori del mio allestimento:

Una volta decisi i colori, ho pensato al centrotavola. Una cosa che non sapevo è che a pranzo sono da evitare le candele, con l'unica eccezione di Natale, quindi il mio centrotavola ha una candela! Poi ho giocato col blu usando mirtilli e more e con degli addobbi natalizi argento e blu ho fatto il resto!




Il menu' 

Un grazie speciale alla mia collega Giovanna per l'aiuto sulla scelta dei vini!

Ed ecco qui la tavola apparecchiata:


Ho usato una tovaglia bianca in fiandra ricoperta da un velo di lamè blu e argento. Un nastro blu per abbracciare il tovagliolo e una piccola decorazione (il fiore bianco e blu è fatto da me).

Un particolare delle posate che non ricordavo nemmeno più di avere, ma sono un regalo di un carissimo  prozio.... erano sue e di sua moglie, regalo per il loro matrimonio. Rovistando in casa in cerca di qualcosa di adatto le ho ritrovate....sono felicissima! (e le rivedrete presto!!!!)


Non ho fatto i cartellini segnaposto, sono imperdonabile, ma ho proprio cancellato dalla memoria questo particolare, sappiate che andrebbero messi. Qui avrei potuto usare una pallina argentata col nome scritto in blu e un fiocchetto blu in cima.



Il messaggio che vorrei trasmettere con questo invito e' di partecipazione alla felicita' per il raggiungimento di un traguardo importante come le nozze d'argento dei miei amici. 
Per questo ho pensato anche a un piccolo regalo da offrire ai miei ospiti e sarà una cornice con una loro foto e la scritta "Il meglio deve ancora venire" , come augurio per il loro anniversario e gli anni che verranno!

Sull'invito ho chiesto loro di indossare un particolare argento, il dress code! Perché va studiato anche quello eh, mica si improvvisa niente!
Io per restare in tema coi colori scelti indosserò questi abiti. (foto presa dal web)


Ecco....fin qui direi che ho spiegato tutto, MA....c'è un ma!
Ci è stato richiesto di valutare l'invito, l'allestimento, il menù...insomma tutto visto "allo specchio" quindi  dalla parte degli ospiti!
Io lascio direttamente la tastiera alla mia amica che dirà la sua!
"Ho apprezzato tantissimo la cura che Paola ha messo in questo allestimento. Dall'invito al menù, alla tavola....tutto curato! Mi ha commosso che abbia pensato a noi come invitati per questo pranzo, tutto era fatto apposta per noi, perché lei sa che mi piace mangiare senza esagerare, ma che adoro assaggiare cose nuove, anche semplici ma ben cucinate.
Non mi aspettavo il regalo! Meravigliosa idea....e ovviamente ho pianto per la frase di auguri!
E il dress code! L'indicazione di indossare un dettaglio argentato, mi ha fatto sorridere e ne ho approfittato per confezionarmi una collana adatta all'occasione che sopra il mio tubino nero stava alla perfezione e ora ogni volta che la indosserò mi ricorderà questo pranzo insieme!
Mio marito ha indossato la cravatta del matrimonio che aveva un filo argentato nel tessuto, perfetta!
Abbiamo pensato a un presente da portare alla padrona di casa per ringraziarla di questo invito e conoscendo la sua passione per la preparazione di dolci e biscotti, le ho preso una piccola alzatina in cristallo che sicuramente le piacera'.
E' stato tutto splendido. Elegante senza eccesso (che per me è la cosa migliore), ci ha fatti sentire coccolati e abbiamo gustato ogni singolo momento insieme. Grazie"

Ok, credo che sia tutto!

Mille ringraziamenti e la mia gratitudine eterna a Caterina per aver condiviso con noi tanti preziosi insegnamenti e la sua pazienza infinita. Grazie a Elisa per i suoi consigli sui centritavola, un vulcano di idee, e infine grazie ad Alessandra per averci guidati nella scelta dei menù.

Comunque questo è solo il primo di tre allestimenti.... quindi come si usa dire...stay tuned!

A presto
Paola








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