mercoledì 30 novembre 2011

Risotto al salmone e pompelmo rosa

Ormai c'ho preso gusto... e' bastato rompere il ghiaccio, provare una prima ricetta e il risultato mi ha invogliata a immaginarne altre...
Eh si! Perche' per quanto mi piaccia sperimentare in cucina, mai avrei pensato di inserire in un risotto un ingrediente come la marmellata!
Ma ci sono i contest, che spesso ci stuzzicano e ci portano a spingere la fantasia oltre ad ogni immaginazione e per queste ricette il merito va tutto alla Rigoni di Asiago e al suo contest: un risotto che profuma di bosco!
Cosi' e' nato prima il Risotto al limone e salvia e poi quest'altro risotto, altrettanto sorprendentemente buono!
E allora andiamo alla ricetta!


Risotto al salmone e pompelmo rosa - di PiccoLINA
Ingredienti x 4 persone:
320 gr di riso (io Vialone nano La Pila)
200 gr di salmone affumicato
1 scalogno
1 spicchio di aglio
1/2 bicchiere di Martini bianco
2 cucchiai di mascarpone
2 cucchiai di olio evo
brodo vegetale (io col dado vegetale homemade)

Nella pentola fare il soffritto con l'olio, lo scalogno tritato e lo spicchio d'aglio. Quando lo scalogno inizia ad imbiondire, togliere l'aglio e aggiungere il riso, far tostare mescolando in continuazione e quindi sfumare col Martini. Iniziare ad aggiungere il brodo man mano che il riso si asciuga. A meta' cottura aggiungere il salmone tagliato a fettine. Quando il riso e' pronto, aggiungere la Fiordifrutta al pompelmo rosa, mescolare bene e mantecare con il mascarpone. Lasciare riposare un paio di minuti e impiattare decorando con altra fiordifrutta e qualche rosellina di salmone.


Per esigenze di fame, le foto sono state scattate dopo pranzo e infatti non si vede la cremosita' che aveva il piatto appena pronto, ma sulla sua bonta' non ci sono dubbi! Il pompelmo rosa ha dato al piatto quella nota leggermente amarognola/agrumata che col salmone si sposa a meraviglia. A me poi piace tantissimo la marmellata coi pezzi e qui c'erano dei pezzettoni da far festa!!! L'aglio regala solo un leggero profumo, ma se proprio non siete amici potete anche ometterlo!

Con questa ricetta partecipo al contest di Rigon di Asiago: Un risotto che profuma di bosco.



Buona giornata e a presto
Paola
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lunedì 28 novembre 2011

Merluzzo minimal

Ci sono anch'ioooo, stavolta quasi fuori tempo massimo, ma nonostante tutti i fattori contro mi spiaceva davvero tantissimo non partecipare a questa sfida dell'MTC !!!!
E si, perche' appena ho letto la ricetta di questo mese mi ha preso lo sconforto! Io non amo il pesce!
Piu' precisamente non mangio molluschi e crostacei, e lo sa bene il SignorNo che in occasione di una cena ha talmente insisitito che assaggiassi almeno una cozza o una vongola, ma dai, cosa sara' mai...una rottura di scatole tanto che alla fine pur di farlo smettere ho mangiato una cozza...l'ho inghiottita senza nemmeno farle sfiorare i denti, tanto la consistenza mi raccapriccia!!!!! Ovviamente non perdo occasione per ricordargli simile tortura!!!!
Per il pesce dipende... non mi piacciono i pesciolini piccolini, acciughe, sardine, cosine cosi'.... preferisco pesci a tranci o filetti, che quando li hai nel piatto la loro forma non ricorda assolutamente un pesce, ecco!
MA...c'e' la condizionale....non con il pomodoro! Ecco.... ho detto tutto!!!!
Ora se vi riprendete dallo shock andiamo avanti e vi spiego come sono riuscita a trovare un modo per partecipare lo stesso alla sfida di questo mese!
Cristina ha scritto un post fantastico sulle origini di questo piatto...io che non ho mai cucinato il baccala' ero certa che ne avrei fatto uno scempio, cosi' ho ripiegato sul piu' semplice merluzzo!
La cosa non tanto semplice era renderlo appetibile anche alle belve, soprattutto Samuele che storce il naso come me! Cosi' ho approfittato di un'idea vista da Sonia e che ci era piaciuto moltissimo e per l'accompagnamento pomodoroso, essendo il merluzzo minimal, ho fatto anche il minimal sforzo di aprire un vasetto di marmellata di pomodori che mi aveva regalato Nadia...et voila'!!!! Il piatto e' servito!


Merluzzo minimal
Ingredienti:
tranci di merluzzo
senape di Digione
fiocchi d'avena (io del Molino Chiavazza)
marmellata di pomodori (di Nadia!!!)
stecchi di legno

Infilare i tranci di merluzzo sugli stecchi di legno, spalmarli con la senape, impanare con i fiocchi d'avena e disporli su una teglia coperta di cartaforno. Cuocere in forno caldo a 200 gradi per circa 25-30 minuti.
Servire accompagnati dalla marmellata di pomodori!
Tutto qui!



Un piatto decisamente minimal, ma molto gustoso! E comunque qui in cucina c'e' gia' la Vitto che prepara dei superpiatti come si deve! Grande strega!!!!
Con questa ricetta partecipo all'MTChallenge di novembre, con un grandissimo grazie ad Alessandra, lei sa perche'!

Strega mia....scusa se mi sono messa subito in coda alla tua ricetta, ma altrimenti perdevo il giro!!!!
Buona giornata a tutti
Paola
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domenica 27 novembre 2011

dal BACCALA’ ALLA LIVORNESE ...... al FRISCEU GENOVESE

di Vittoria



Io il baccalà lo adoro e lo cucino abbastanza spesso, soprattutto da quando andammo a fare un viaggio in Portogallo anni fa e mio marito si riconciliò con questo ingrediente che non amava molto.
Però alla livornese non l’avevo mai fatto. Chissà perché poi. Mah, è uno di quei piatti che dici “buono, poi lo faccio” e poi ti dimentichi….. peccato perché è buonissimo davvero.

Ringrazio tantissimo Cristina di Insalatamista per averla proposta per la sfida dell’MTC di Novembre.

Mi ha dato l’opportunità di scoprire una preparazione saporita e nello stesso tempo delicata, dove l’aggressività del baccalà viene perfettamente contenuta dalla nota agrodolce del pomodoro.

E non smetterò mai di ringraziare il team di Menuturistico per avere proposto questo gioco che ci da l’occasione di scoprire preparazioni che mai avremmo fatto e manco sospettavamo che esistessero
Ancora più bello perché è un gioco allegro e scanzonato, con regole, ma senza premi tangibili. Si gioca per giocare e per divertirci insieme imparando. Grazie.

Ho cercato anche nei miei libri altre versioni e ce ne sono molte come sempre per le ricette di tradizione. Ogni famiglia ha la sua e il suo segreto.
Ho trovato aggiunte di basilico, di cipolla, di olive, di patate e ne ho ricavato la certezza che pomodoro, prezzemolo e aglio sono la base comune imprescindibile.
Quindi avanti con la ricetta di Cristina perché non avendolo mai assaggiato volevo sapere come doveva essere …………………………….e poi ho provato la variante “zena style”.

Ma passiamo alla ricetta (quella originale di Cristina la trovate QUI)

Baccalà alla livornese
Per 3 persone

Baccalà, un bel filetto spesso di circa 700 gr già bagnato, ma non troppo dissalato (a volte non sa più di nulla). Spinato accuratamente, ma con la pelle.
Farina 00 per infarinare i pezzi
Passata di pomodoro casalinga, un barattolo, circa 500 gr
Mezzo bicchiere di vino rosso
Prezzemolo tritato non troppo fino
2 spicchi di aglio rosa
Olio extravergine di oliva (io ligure)
Sale

La foto del filetto (s-ciappa in genovese) di baccalà l’ho presa a prestito da Cristina perché io mi sono dimenticata di farla!!!!


Volevo farvi vedere che tale filetto ha una parte bella spessa e cicciotta e altre (pancia e coda) molto più sottili.
Assicuratevi che non ci siano più lische, ma tenete assolutamente la pelle. Asciugate con carta da cucina.
Bene, staccate le parti sottili e usatele per altro (per esempio per la ricetta che viene dopo, i frisceu genova-livorno).
Dalla parte cicciotta ricavate 6/8 pezzi, infarinateli da ogni lato.


Scaldate in un tegame dell’olio extravergine di oliva con 2 spicchi di aglio. Quando sono dorati toglieteli e teneteli da parte. Mettete in padella i pezzi di baccalà e fateli dorare da tutti i lati, poi versate la passata di pomodoro e il vino rosso, rimettete in padella gli spicchi di aglio, regolate di sale e fate cuocere lentamente in modo che il sughetto si addensi, ma non si rompano i pezzi di pesce.


Quasi a fine cottura aggiungete il prezzemolo tritato. Togliete l’aglio e servite con crostini di pane tostato in forno per fare la “puccia”.
Il sugo abbondante è perfetto per condire dei maccheroni (provato anche questa, ma non ho fatto in tempo a fotografare) o come dip per i frisceu di cui vi dico fra poco…… ma se ci pucciate dei bastoncini di pane o di paniccia fritta o lo servite come bruschetta fate una gran cosa.



Questa ricetta partecipa all’MT Challenge di novembre



e ora la seconda .....



FRISCEU GENOVA-LIVORNO

Per 3 persone

Ecco un delizioso sistema per utilizzare le parti del filetto di baccalà troppo sottili per fare la loro figura in tegame alla livornese. Gli umili ritagli diciamo!

Farina 150 gr
Acqua 150 gr
Lievito di birra 2-5 gr (dipende da quanto tempo avete per lasciare lievitare)
Sale pochissimo
Zucchero una punta di cucchiaino.
Baccalà a cubettini senza lische né pelle
Una tazza di sughetto del baccalà alla livornese

Fate una pastella con acqua, farina, zucchero e lievito di birra. Deve restare un po’ collosa. Coprite e fate riposare minimo un’ora, meglio mezza giornata. Poi mettete dentro il baccalà, mescolate bene perché si distribuisca nella pastella e fate riposare ancora almeno 15 minuti.
Friggere in olio caldo, scolare bene, salare e servire bollenti accompagnando con la salsa calda.



Noi ce li siamo pappati come antipasto seguiti dal baccalà alla livornese. Per fare anche il dolce al baccalà mi devo organizzare!!!!

…….. anche questa partecipa all’MT Challenge di Novembre.

Buon appetito,
Vitto
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venerdì 25 novembre 2011

Un pane da sogno!

Mi son distratta un attimo... e' venerdi e la cucina non ha pubblicato ricettine per tutta la settimana!
Pero' cose belle ne sono successe, prima tra tutte una serata a Milano organizzata da I salumi del Frantoio  in compagnia di altre amiche food-blogger di cui pero' vi parlero' prossimamente! Devo solo trovare il tempo di scaricare le foto!!!!
E' un periodo strasuperdicorsa e non riesco a fermarmi un secondo...ho bisogno di ferieeee!
Ieri sono andata a pranzo dalla mia Adele e chiacchierando mi dice: " Tiiiii, tra un mes l'e' la vigilia!" che tradotto per i foresti e': " tra un mese e' la vigilia", di Natale ovviamente!
Ohmamma che ansiaaaaa! Inizio a pensare a tutte le cose che devo fare e mi sento gia' in ritardo!!!!
Fortuna che le letterine a Babbo Natale sono gia' state scritte e posso iniziare da li!


La ricettina di oggi.... non so voi, ma io  il tempo per andare tutti i giorni a comprare il pane fresco non ce l'ho! Quindi risolvo congelando e scongelando, oppure compro il pane a fette, che non e' proprio una cosa fantastica dato che tra gli ingredienti figura anche una percentuale di alcool che serve per evitare il formarsi di muffe nel sacchetto e spesso, aprendo la confezione, l'odore dell'alcool lo si sente eccome!!!!
Ho letto poi all'Interno Otto questa ricettina che mi ha incuriosito tantissimo. Non avevo mai sentito parlare di questo metodo cinese per panificare e ho voluto testarlo immediatamente!
Che dire.... un pane semplicemente entusiasmante! Alle belve piace il pane morbido da spalmare e quando l'hanno assaggiato se ne sono innamorati!
E' morbido, umido, profumato, buonissimo e...nota importantissima, si mantiene in perfette condizioni per una settimana! E ve lo posso garantire perche' ne ho nascosta una parte avvolta in un tovagliolo e infilata in un sacchetto del gelo e a distanza di una settimana era ancora assolutamente e incredibilmente come fresco!


Non mi resta che darvi la ricettina, ve la copio pari pari dalla ricetta di Paola Lazzari e vi metto in arancio le mie modifiche! Andate pero' a leggere il post di Paola che spiega le origini e i dettagli di questo metodo Tang Zhong!

Pane per toast (con il metodo Tang Zhong)
Ingredienti:
500 g di farina forte (200 g manitoba + 300 g tipo "00")(io 250 di tipo 0 e 250 di tipo 00)
200 ml di latte
150 g di water roux
50 g di burro (o strutto od olio) (io 25 gr di burro e 25 di strutto)
2 cucchiai di zucchero
5g di sale
4 g di lievito di birra

Per il water roux:
40 g di farina
200 g di acqua.

Prepariamo subito il water roux: in un pentolino mettiamo la farina e piano, piano uniamo l'acqua fredda, mescolando per sciogliere tutto senza formare grumi. Poniamo tutto sul fuoco moderato e sempre mescolando, portiamo a 65°C. In mancanza di termometro cuociamo finché il liquido non si rapprende, formando una crema morbida. (Non vi preoccupate! La prima volta ho usato il termometro, ma NON è necessario! Appena il composto è cremoso e traslucido, è pronto.). Lasciamola intiepidire ed è subito pronta da utilizzare.(Prelevarne 150 g per l'impasto, ne avanzerà circa un cucchiaio)

Cominciamo l'impasto al solito modo, sciogliendo il lievito nel latte e impastandolo con poca farina. Unire quindi il water roux, lo zucchero, il resto del latte, poi il sale ed infine il burro morbido o l'olio (io burro e strutto). Lavorare bene l'impasto. Io ho utilizzato la macchina del pane facendo due cicli di impasto successivi. Io ho messo tutto nel ken e lasciato impastare circa 20 minuti.
Lasciar riposare l'impasto per un'ora a temperatura ambiente. Stendere l'impasto in un rettangolo e arrotolarlo su se stesso molto stretto, in modo da formare un rotolo. Posizionarlo all'interno di uno stampo da plum - cake imburrato e lasciarlo lievitare a 27°C, coperto da pellicola per circa un'ora e mezza o fino al raggiungimento dei bordi dello stampo. Io l'ho messo in forno con la luce accesa, ma senza pellicola.
Cuocere a 220°C per 25-30 minuti.
All'uscita del forno pennellare la calotta del pane con poco olio per lucidarla e ammorbidirla. Io non l'ho fatto. Sformare subito il filoncino e lasciarlo freddare su una gratella.

Noi l'abbiamo mangiato sia tostato che no, con dolci e con salati, e' ottimo!
E con questa ricettina partecipo alla raccolta di Laura di Pentole di cristallo: Una fetta di pane... 
Laura, incontrata alla serata milanese mi raccontava che vorrebbe creare un bel pdf sul pane e i vari metodi di lavorazione, lievitazione e cosi' via! Dato che questo metodo e' nuovo per me credo sia adatto alla sua raccolta!

Un abbraccio e buon fine settimana a tutti!
Paola

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domenica 20 novembre 2011

Torta Frankenstein




Non è come pensate, il nome della torta non deriva dalla orrenda foto qui sopra, anche se un'attinenza con il celebre romanzo di Mary Shelley in effetti c'è. Come l'omonima creatura infatti questa torta nasce dal tortuoso intreccio di molte diverse ricette, un pezzo qui, un pezzo là, alla fine è uscito questo tortone, che mi è sfuggito di mano anche nelle dimensioni, proprio come il gigantesco Frankestein. Bando alle ciance, il "mostro" nasce così.
Mi sono incautamente offerta di preparare una cena per il cinquantesimo compleanno di mio marito, e siccome gli invitati erano 12 e le cose da fare parecchie, già giovedi sera volevo iniziare a fare qualche "base" per non arrivare in ansia a sabato. Tutto è partito da due ricette di Montersino, la Millefoglie e la Charlotte, entrambe ai frutti di bosco e chantilly, ma con basi diverse (come dice il nome del resto...). Giovedi volevo fare la crema, per comporre poi chantilly e torta venerdi, ma avevo solo tre uova, troppo pochissime per qualunque ricetta di Montersino e non avevo voglia di fare equilibrismi, tentando di compensare le uova mancanti con più zucchero, e poi non avevo tutte quelle farine che dice lui, quindi mi sono buttata su una ricetta che definirei "basic" di Marretti, che ho visto di recente su Facebook.
Passo alla ricetta perchè sono già stata troppo prolissa..
Crema pasticcera:
2 uova intere e 1 tuorlo
120 g di zucchero
30 g di farina
300 g di panna
300 g di latte
30 g di burro
semi di vaniglia
Battere le uova con lo zucchero e la vaniglia, aggiungere farina, portare a ebollizione latte, panna e burro, versare il composto di uova, lasciare sul fuoco un minuto, poi togliere dal fuoco e mescolare bene con la frusta.
Ganache al cioccolato bianco e lamponi:
250 g cioccolato bianco
250 g di lamponi
30 g di zucchero
Ho scongelato i lamponi con 30 g di zucchero sul fuoco fino a disfacimento, messo da parte a raffreddare metà della polpa ottenuta, sciolto il cioccolato bianco nella polpa ancora calda. Aggiunto la polpa fredda per abbassare la temperatura del composto.
Pasta biscotto:
2 uova
80 g di zucchero
80 g di farina
Montare a lungo le uova con lo zucchero, aggiungere delicatamente la farina e versare nell'anello (che userete poi per montare la torta) appoggiato su una teglia coperta di carta forno. Cuocere a 180 per 12 minuti.
Dischi di pasta sfoglia:
Ho usato la sfoglia congelata, due dischi già tirati, che ho tagliato a misura dell'anello. Forellata la pasta, l'ho cotta a 160 ° per circa 45 minuti, poi spolverizzata con zucchero a velo e fatta caramellare in forno alla temperatura massima. Lasciati raffreddare i dischi, li ho spennellati con cioccolata fondente fusa, per isolarli dalla crema (Montersino consiglia burro di cacao in polvere!! E secondo voi dove lo trovo??)
Chantilly:
400 g di crema pasticcera
70 g di zucchero
8 g di gelatina in fogli
600 g di panna montata
Scaldare 5/6 cucchiai di crema e sciogliervi la gelatina precedentemente ammollata. Aggiungere la restante crema mescolando bene con la frusta. Incorporare delicatamente la panna, montata con lo zucchero.
Montaggio:
Nell'anello disporre una base di sfoglia con la cioccolata verso l'alto, versare uno strato di chantilly con la sac a poche, poi con un mestolo, aggiungere metà della ganache di lamponi. Appoggiare sopra la pasta biscotto, spennellata con la bagna che preferite (io un pò di ganache ai lamponi, diluita con acqua e passito) poi ancora chantilly, poi il resto della ganache, infine il secondo disco di sfoglia, con il lato di cioccolata verso il basso.
Con la sac a poche ho disposto sulla torta delle righe di chantilly, con la quale ho anche riempito qualche buco laterale nella pasta sfoglia. Come avrete capito, a questo punto la torta era assai più alta del bordo dell'anello, quindi restava visibile il disco di pasta sfoglia ai lati. Quindi ho fatto un giro di chantilly intorno al bordo e l'ho lisciata con una spatola.
L'enorme altezza del tutto, è dovuta agli strati di sfoglia che sono cresciuti troppo, anche se li avevo passati con l'apposito rullo , ma mentre quelli di Montersino restavano della misura che voleva lui, i miei si sono ribellati! In più, tagliandoli con l'anello per ottenere la misura giusta, si sono anche deformati e ovalizzati in cottura, quindi alla fine nella torta si vedevano solo in qua e in là. Tutto sommato però l'effetto finale, un pò variegato, non mi dispiaceva, quindi l'ho lasciata a vista, l'alternativa era ricoprire i lati di panna montata o scaglie di mandorle, o anche di briciole di pasta sfoglia ottenute cuocendo i ritagli (ma con quelli avevo fatto dei cannolini salati, altra storia comunque...)
Messa in freezer venerdi sera, tirata fuori e tolta dall'anello sabato a mezzogiorno, messa in frigo. Tolta dal frigo circa mezzora prima di consumarla, era di consistenza perfetta. L'ho decorata con panna montata e lamponi "nature" subito prima di servirla. La pasta sfoglia all'interno è rimasta molto croccante (come potete vedere dal disastro che ho fatto a tagliarla..).




E' piaciuta tantissimo e anch'io sono stata molto soddisfatta, molto equilibrata nei sapori, non stucchevole, è sparita in un batter d'occhio. Scusate ancora per la qualità delle immagini e per lo sfondo, ma davanti agli ospiti non potevo curare troppo la "regia"!
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giovedì 17 novembre 2011

Torta Trilli!

Ieri riunione a scuola....! Una riunione piuttosto lunghina che mi ha tenuta lontano da casa per 3 ore!
3 ore in cui le belve si sono autogestite e devo dire anche piuttosto bene, ma io avevo comunque un pochino di ansia e friggevo!!!! Prima di uscire li ho coperti di raccomandazioni e anche di baci (che in casa ancora riesco a darglieli!), hanno fatto merenda, hanno ispezionato il frigo in caso di attacco di fame causa ritardo mio (infatti)...insomma... tutto sotto controllo!
Alle 20, quando sono uscita da scuola e li ho chiamati per avvisarli che stavo rincasando, Sami mi risponde: "mamma mi stavo preoccupandoooooooo!!!" ...che amoooore!!!!!
Tempo 5 minuti e sono a casa! Entro, li abbraccio, li bacio (ancora, ma siamo sempre in casa!), mi portano in cucina e..... mi avevano preparato la cena!!!! Un panino, due semplici fette di pane spalmate di formaggio e con del prosciutto, ma il fatto che ci abbiano pensato, il gesto, il fatto che non me l'aspettavo... e' stato meraviglioso!!!!


Ma torniamo on topic e parliamo di questa torta!
Una collega, Manuela, voleva una torta speciale per il terzo compleanno della figlia, ma non trovava nessun pasticcere che le facesse Trilli! Cosi' si e' rivolta a me! Che responsabilitaaaaa'! L'idea di deludere le aspettative di una treenne mi ha tolto il sonno per qualche giorno!
Ora...se vi racconto le peripezie per fare trilli vi fate quattro risate, ma io in quel momento ero piuttosto sulle spine!
Eravamo al telefono mentre lei mi spiegava cosa volesse e io gia' googolavo in cerca di immagini di trilli!
La sera stessa a casa ho iniziato a lavorarci su (fino a notte)! Avevo selezionato due immagini e le ho riprodotte entrambe, pensando di tenerne una di scosta che non si sa mai! E meno male!!!!!  Perche' quando si e' trattato di togliere trilli dalla carta dove l'avevo disegnata, mi sembrava di fare un'operazione a cuore aperto... e per fortuna avevo il valido aiuto della mia Drocchina, altrimenti non ce l'avrei mai fatta! Operazione affidata a lei...io ero in apnea! Ma trilli si suicida e va in mille pezzi!
Ma abbiamo il back up! Fiuuuuuu!!!!!
Questa pero' mica lo togliamo dalla carta... troppo rischioso! Decidiamo di tagliare la carta a filo utilizzando un bisturi (vi ho detto che sembrava un'operazione a cuore aperto, no???) e di appoggiare trilli sopra la torta! E ce l'abbiamo fatta!!!!

Quando Manuela ha visto la torta e' rimasta soddisfatissima! Ed e' piaciuta tanto anche alla festeggiata a agli ospiti! Una bella soddisfazione per me!

La base e' una chiffon cake farcita con due strati di crema chantilly aromatizzata al limone, bagna al latte e ricoperta con cioccolato plastico! Trilli e' in cioccolato e glassa!


Chiffon cake
Ingredienti:
285gr farina oo (io Molino Chiavazza)
300gr zucchero
6 uova xl (io di solito uso quelle medie)
195ml acqua
120gr olio semi mais (io olio di frutti)
1 bustina lievito dolci
1 bustina di cremor tartaro
1 pizzico di sale
scorza di limone

Dividiamo i tuorli dagli albumi.
In una ciotola metto la farina, lo zucchero,il lievito e il sale fare la fontana e unisco senza amalgamare l' olio, i tuorli, l'acqua, la scorza del limone. Nel frattempo in un'altra ciotola monto a neve fermissima gli albumi con il cremor tartaro.
Amalgamo bene tutti gli ingredienti della prima ciotola fino ad avere un bel composto liscio.
A questo punto si devono unire (in 2-3 tempi) gli albumi al resto senza smontarli.
Si versa tutto nello stampo originale senza imburrare.
Cuocere in forno già caldo 160° per 50 minuti e a 175° per 10 minuti.
Una volta fuori dal forno sfreddare il dolce capovolto come il panettone, si può fare incastrando lo stampo sul collo della bottiglia, oppure se si ha lo stampo coi "denti" si può rigirare il dolce su un vassoio.

Crema - ricetta di Sergio Salomoni
Ingredienti:
4 tuorli d'uovo
120 gr di zucchero
50 gr di farina
1/2 litro di latte
la buccia grattugiata di 3 limoni
1/2 litro di panna montata leggermente dolcificata
sale.

Preparare la crema sbattendo insieme i tuorli, lo zucchero, la farina e un pizzico di sale. Far scaldare sin quasi a bollire il latte, versarvi la rapatura dei limoni, coprire e lasciare in infusione per 10 minuti. Versare il latte caldo sul composto di tuorli e zucchero e far addensare al fuoco, rimestando in continuazione; quando inizia a bollire, dare qualche minuto di cottura, togliere dal fuoco e far raffreddare. Incorporarvi delicatamente la panna montata.

Buona giornata e un abbraccio
Paola

12 marzo 2012: con questa torta partecipo al contest del Molino Chiavazza per il suo primo compleanno!

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lunedì 14 novembre 2011

La mia torta d'autunno: ciambella zucca e noci!


Ormai lo sapete che le mie due belve sono i miei critici per tutto quello che preparo, poi c'e' il SignorNo che e' una sorta di " controllo qualita' " per cui se ho il suo benestare posso star tranquilla di aver fatto bene e ultimamente si e' aggiunta inconsciamente anche la mia nipotonza (come la chiamo io) Letizia...quella del mazzo di fiori! Eh si, perche' Letizia e' un pochino viziatella col cibo e quando e' da me non so mai se una cosa le piace o no, se la mangia per farmi un favore o perche' le piace davvero, ma finisce sempre che qualcosa rimane nel piatto, quindi mi dico che in fondo non le e' piaciuto un granche'!  Invece quando ci siamo gustati questa torta e' arrivata a chiedermi "zia me ne dai un'altra fetta?" ...non ci potevo quasi credere!!! Che soddisfazione!  E anche le belve che sono piu' amanti del salato hanno apprezzato questa ciambella che ho servito con una favolosa crema pasticcera che loro hanno subito ribattezzato maionese... stendiamo un velo pietoso...e pure una trapunta vista la stagione!


Ah... comunque, a parte il nomignolo giusto per ridere un po', la crema e' davvero ottima, credetemi!!!!
E allora andiamo con la ricetta!

Ciambella di zucca e noci - della mia Adelotta!
Ingredienti:

400 gr di farina 00
400 gr di zucchero
400 gr di pure' di zucca
200 ml di olio (io uso quello di frutti)
4 grosse uova
100 gr di noci tritate (non ridotte a farina!!!)
1 bustina di lievito (usato lievito Colombo! Ottimo)
1 cucchiaino di bicarbonato
1 cucchiaino di cannella in polvere
1 cucchiaino di zenzero in polvere
1 cucchiaino di noce moscata il polvere (io ne metto 1/2 perche' non amo particolarmente la noce moscata!)
1/2 cucchiaino di sale
zucchero a velo x spolverizzare (io cioccolato fondente!)

Far cuocere la zucca (lessa o a vapore o al forno) lasciarla raffreddare e ridurla a pure'. Io la cuocio al vapore, lo preferisco perche' non si inzuppa di acqua. Metto la zucca tagliata a pezzi in un cestello di acciaio dentro la pentola della pasta con l'acqua sul fondo che non arriva a toccare la zucca. Ci vogliono circa 20 minuti, il tempo pero' varia a seconda della qualita' della zucca, io questa volta ho usato una mantovana. Per ridurla a pure' e' sufficiente usare la forchetta, ma se preferite va bene il minipimer.

In una terrina mescolare la farina con il lievito, tutte le spezie e il sale.
In un'altra terrina o nel robot (io ho messo nel Ken) sbattere lo zucchero con l'olio a media velocita' e lasciando andare almeno 2-3 minuti. Unite poi, uno alla volta, le uova mescolando bene dopo ogni aggiunta. A questo punto ho abbassato un pochino la velocita' del ken e ho aggiunto il pure' di zucca e gli ingredienti secchi (farina miscelata e noci tritate). Mescolare ben bene per amalgamare tutto e poi mettere in uno stampo a ciambella precedentemente imburrato e infarinato (26 cm di diametro).
Cuocere in forno caldo a 180 gradi per circa 1 ora. Come sempre...il tempo di cottura puo' variare leggermente da forno a forno, quindi fate sempre la prova stecchino, quando esce asciutto la ciambella e' pronta!
Lasciate raffreddare il dolce nello stampo prima di sformarlo.
Andrebbe spolverizzato di zucchero a velo una volta freddo, ma io questa volta ho preferito rivestirlo con del cioccolato fondente fatto sciogliere a bagnomaria e poi versato a cucchiai sulla torta!
E' ottima accompagnata con una crema pasticcera tiepida oppure spalmata con un velo di miele!!!


Crema pasticcera alla vaniglia
Ingredienti:
4 tuorli d'uovo
120 gr di zucchero
50 gr di farina
1/2 litro di latte
1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia (oppure i semini di un baccello di vaniglia, NON usate la vanillina!!!!)

Faccio scaldare il latte con la vaniglia. Non deve arrivare a bollore!
In una bacinella mescolo i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso; aggiungo quindi la farina e amalgamo bene. Aggiungo quindi il latte mescolando in continuazione e trasferisco poi il tutto di nuovo sul fuoco. Cuocio la crema continuando a mescolare con la frusta finche' non raggiunge la densita' desiderata!
Per la crema ognuno puo' usare la ricetta che preferisce, in rete ce ne sono di griffate o meno, io di base uso questa, una variante della crema che Sergio Salomoni usa nella sua torta mimosa e che secondo me e' la migliore!
Apro una piccola parentesi per un ringraziamento riguardo il cioccolato!!!!
Tempo fa avevo partecipato al contest di Meris "J'adore le chocolat" con la mia Torta al cioccolato tricolore e mi ero classificata terza! Il premio consisteva in 2 kg di cioccolato del Maestro cioccolataio Mirco Della Vecchia! Ebbene...non potete capire la mia felicita' quando e' arrivato il pacco! Trovarmi davanti tutto quel cioccolato...

aprire timidamente una tavoletta di fondente (che adoro) e assaggiarlo! Un cioccolato tanto buono da commuovere! Grazie infinite per il dolcissimo dono!!! Andate a guardare nel suo sito, ve lo consiglio di cuore!
Chiusa parentesi!


Con questa ricetta partecipo al contest di Carolina e Mama Shabby "Torta d'autunno", perche' niente, secondo me, fa piu' autunno di una zucca, che abbinata alle noci e al profumo delle spezie e' davvero una coccola!
Un abbraccio a tutti e buon inizio settimana!
Paola
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domenica 13 novembre 2011

Muffin Cake al cioccolato






Tutto è nato ieri mattina....
Generalmente per rendere speciale il sabato e la domenica mattina faccio ( o compro) sempre qualcosa di diverso per la colazione dal resto della settimana ...invece venerdì non ci sono riuscita! Ho cambiato supermercato e così non ho trovato nulla che mi piacesse, ed è stata una giornata così piena da non lasciarmi il tempo per preparare niente.....Adoro svegliarmi alle 5.00 della mattina , sentire il silenzio della notte e la sua pace e poi vedere la città sonnecchiosa che comincia a muoversi, ma soprattutto è un momento per me stessa dove rifletto,mi organizzo, progetto....
e così con la tazza del latte e caffè caldo in mano ed una splendida e rilassante visuale innanzi a me, comincio a riflettere su che cosa potessi cucinare che non includesse lo sbattitore che ,data l'ora, avrebbe sortito l'effetto di un martello pneumatico in una domenica d'estate nell'ora più calda!!! Avrei potuto fare una crostata, ma il mio piccolo non la mangia e così i muffins sono stati la scelta più opportuna... Si ma non i classici muffins, una muffin cake!! Così il suo profumo,mentre cuoceva in forno, si è insinuato in ogni anfratto della mia casa fino ad inondare le camere da letto ed abbracciare i miei figli che dormivano beati sotto le coperte....

La base è quella dei Muffins di Stefano a cui ho apportato poche modifiche (in verde) :

Ingredienti:
300 gr di farina 00 setacciata
1 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale
160 gr di zucchero
2 cucciai di cacao in polvere
100 gr di burro fuso tiepido
3 uova
1 vasetto da 150 gr di yogurt bianco Muller
niente latte

Versare e mescolare gli ingredienti secchi in una ciotola capiente. Sciogliere il burro a pezzettini a fuoco lento . Sbattere in un'altra ciotola più piccola le uova,aggiungere lo yogurt ed infine il burro tiepido. Versare questo composto nella ciotola grande degli ingredienti secchi e mescolare, ma non tantissimo. Imburrate bene una tortiera e versatevi il composto sì fatto.
Cottura:
20" a 180° sopra e sotto
10/15 " sempre a 180" solo sotto
Comunque sia inserite lo stecco per spiedini in legno e verificate la cottura.



Con questa ricetta partecipo anch'io a " Un filo... per i bambini di Rocchetta Vara (SP)"




Tutto quello che è possibile donare è ben accetto soprattutto per far trascorrere un Buon Natale a questi bambini delle case-famiglia!

Un Abbraccio Rebecca....
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mercoledì 9 novembre 2011

Torta di mele e rosmarino... rassicurante freschezza!

Mercoledi'... il copione e' sempre lo stesso! Si cena, lavo in fretta i piatti, le belve si lavano e si impigiamano senza storie e tutti e tre ci godiamo Masterchef seduti stretti stretti, vicini vicini sul divano!
E gia' a cena si discute su chi verra' eliminato oggi, sul come si sia comportato male un tal personaggio piuttosto che i rosicamenti dell'altra...insomma...divertentissimo!!!!
Come e' divertente constatare quanto le belve si siano appassionate (ancora di piu') di cucina e mentre io sto spadellando magari arriva Matteo esclamando: "Sono Cracco.... aggiungiamo del basilico a questo piatto, che sapora!" oppure Samuele, fan accanito (come anche io e matteo) di Spyros, che mi chiede con la cadenza (fantastica) in modalita' Spyros:" questa e' una cosciaaa...di....pOlloooo???" ...io mi rotolo dalle risate... non potete immaginare!!!!
E cosa c'entra tutto questo con la torta di mele???? Nulla...ahahahah!!!!! Ma volevo raccontarvelo!!!!


La torta di oggi  la pubblico su sollecito di un carissimo collega! Succede che sua moglie Elena ha scoperto che ho un blog di cucina e loro nel fine settimana cucinano sempre un dolce per la colazione, spesso utilizzando una ricetta trovata qui! Ora ad esempio sono entrati nel tunnel dei muffins ...hahahah!!!!
Cosi' oggi ci siamo incrociati e lui mi ha pregato di pubblicare un dolce "per cambiare un po'!"
Ed eccolo...una torta che adoro!  Torta di mele, con quell'aggiunta di rosmarino che la rende davvero speciale! Provare per credere e so gia' che Elena ci fara' un pensierino!
A proposito, grazie della fiducia e di provare quel che propongo!


Torta di mele al rosmarino - ricetta di Palma D'Onofrio (la prova del cuoco)
Ingredienti:
500g di mele golden
180g di burro a temperatura ambiente
100g di mandorle
160g di farina
220g di zucchero
3 uova
1 bustina di lievito per dolci
1 rametto di rosmarino fresco

Stufare le mele tagliate a cubetti con un cucchiaio di zucchero e farle raffreddare. Montare il burro con lo zucchero. Incorporare le uova e aggiungere il rosmarino tritato, mescolare bene il composto e unire la farina e il lievito setacciati, le mele stufate e le mandorle tritate grosse. Porre il composto in una teglia imburrata e infarinata (io con carta forno), e cuocere in forno caldo a 180° per 30 minuti circa.

La ricetta originale prevede di accompagnarla con una salsa alla lavanda che io pero' non faccio; vi lascio comunque le indicazioni.

Salsa alla lavanda
Ingredienti:
1/2 litro di latte
8 tuorli
120 g di zucchero
40g di fiori di lavanda

mettere in infusione nel latte i fiori di lavanda, portare il latte vicino al punto di ebollizione e far raffreddare. Montare i tuorli con lo zucchero, incorporare il latte filtrato,mettere tutto sul fuoco e portare il composto a ebollizione ( 85°circa). Togliere la crema dal fuoco, passarla al setaccio e metterla in una ciotola fredda
per fermare la cottura.

Io l'ho servita invece annaffiando la fetta con un pochino di Gran Marnier casalingo e vi assicuro che e' strepitosa!!!

Un abbraccio
Paola
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lunedì 7 novembre 2011

Zucchine snack... al forno!

Appena ho letto il tema del contest di Elena, non ho avuto dubbi circa la risposta alla sua domanda: e tu... di che peccato sei??? 


Allora.... escludo a priori l'ira e l'avarizia che davvero non mi appartengono, cosi' come l'invidia; generalmente non sono accidiosa, anzi... a volte bisognerebbe legarmi per farmi stare un po' ferma.... superba non lo sono mai stata... la gola....si, decisamente si! Sono golosa, ma davvero tanto, ma dire golosa non basta a capire quanto lo sia veramente...diciamo che potrei essere lussuriosamente golosa!!!!! Si, credo di si!!!! Pero' a volte arrivi a casa reduce da una settimana faticosa, non hai avuto modo nemmeno di fare la spesa e il frigo sta iniziando a lamentarsi, cosi' come il tuo stomaco!  Che fare??? Assalita da un attacco di pigrite ho improvvisato con quel che avevo a disposizione e senza fare un enorme sforzo e con davvero pochissimi ingredienti ecco qui uno snack buono, facile e veloce da gustare poi comodamente appollaiata sul divano guardando un film! Considerando anche che ho riciclato in modo diverso due albumi avanzati mi vien da dire che "non tutta la pigrizia viene per nuocere!" :-)


Ah... e siccome sono stata  pigra fino in fondo, l'idea originale l'avevo vista da Tania, ma non ricordandole alla perfezione l'ho fatta ...a sentimento!

Zucchine snack: la mia versione!
Ingredienti:
2 zucchine
2 albumi
100 gr di pangrattato
100 gr di formaggio grattugiato
origano

Pulire le zucchine e tagliarle a fette di 1 cm circa. Buttarle in una ciotola dove avete precedentemente sbattuto l'albume con un pochino di sale (non serve che sia montato). Passare quindi le zucchine nel pangrattato mescolato al formaggio grattugiato e all'origano (o altra erba o spezia a piacere). Disporle sulla placca del forno ricoperta di cartaforno e cuocere a 180 gradi fino a doratura, circa 20 minuti.

Nel frattempo godetevi una doccia calda, spalmatevi la vostra crema preferita, indossate un bel pigiama e poi sarete pronti a gustarvi questo snack in tutta pigrizia!!!!
Si capisce che con questa ricetta partecipo al contest di Ely per la categoria accidia??? :-) Anche se la ricetta, dato lo scarso numero degli ingredienti e considerando anche il riciclo degli albumi sarebbe forse piu' indicata  per l'avarizia.... Ely, fai tu!!!!!

Voi invece fidatevi e provate a farle...io le ho riproposte poi anche ai bambini e sono piaciute molto! Le trovo adatte sia per un antipasto che per un aperitivo!


Un abbraccio e buon inizio di settimana
Paola

Aggiornamento del 17 novembre: con questa ricetta partecipo anche al contest di Dolci creazioni e non solo



Aggiornamento del 14 novembre: Oggi ho ricevuto una mail da Enrica, autrice del blog Una cena con Enrica ... vi lascio il link al SUO post dove potete vedere la ricetta di queste fantastiche zucchine e la sua foto! Ebbene si... senza rendermene conto ho realizzato una fotografia identica alla sua! Enrica mi ha spiegato che la sua ricetta era stata inserita su Aboutfood (che io leggo sempre) e inconsciamente deve essermi rimasta impressa perche' nel momento in cui mi son messa per fotografare queste zucchine mi e' venuto normale scattare queste foto esattamente cosi'! Chi mi segue e mi conosce sa che io non farei mai una cosa simile (scopiazzare...non siamo mica a scuola!) volontariamente. Sono in buona fede. Enrica, che non mi conosce, avrebbe potuto prendersela e arrabbiarsi...lecito! Invece lei e' stata tanto carina da segnalarmi la cosa con tutta la gentilezza del mondo! Questa precisazione quindi era il minimo che potevo fare per lei, ma l'ho fatta davvero col cuore! Il lato bello di questa faccenda e' che ho scoperto un altro bel blog!
Grazie Enrica!
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venerdì 4 novembre 2011

Risotto al limone e salvia e una comunicazione importante!

Quando il signor Rigoni di Asiago ^__^ ha annunciato la partenza di un contest, mai e poi mai avrei imaginato che la scelta del tema ricadesse sui risotti!!!!
Ebbene si... Un risotto che sa di bosco!!!!!  Quando l'ho letto mi sono sentita Imma alla vista della mistery box rossa.... "ma sono io!!!" Eh si... il risotto sono io!!!!
La sera stessa avevo gia' in mente un paio di ideuzze da sperimentare e oggi vi propongo questo risotto che non profuma molto di bosco perche' il limone non e' decisamente un frutto di bosco, ma e' comunque preparato con la Fiordifrutta al limone quindi un ottimo candidato a partecipare al contest!


Risotto al limone e salvia - di piccoLINA
Ingredienti per 4 persone:
300 gr di riso Acquerello
1 cipolla piccola
brodo vegetale (io fatto col dado di verdura homemade)
1 dozzina di foglie di salvia (piu' altre per decorare)
3-4  rametti di finocchietto selvatico
olio evo
1 bicchiere di vino bianco secco
burro per mantecare
pepe bianco (facoltativo)

Tritare finemente la cipolla e farla soffriggere in poco olio in una pentola a fuoco basso. Quando inizia a dorare aggiungere il riso e far tostare mescolando continuamente; sfumare quindi col vino, aggiungere la salvia tritata grossolanamente col coltello, il finocchietto selvatico e portare a cottura aggiungendo il brodo un mestolo alla volta man mano che il riso si asciuga. Quando il riso e' quasi cotto, aggiungere la marmellata di limoni e mescolare per amalgamare bene. Mantecare quindi con una noce di burro e lasciar riposare un paio di minuti prima di servire.
Se piace (a me piace...chevvelodicoaffa'!) spolverare di pepe bianco macinato al momento.
Buon appetito!!!!

 

 A noi e' piaciuto moltissimo....si vede????  ^______^



E ora la comunicazione importante! Patrizia - la Melagranata ha indetto una raccolta di ricette per aiutare i bambini di Rocchetta Vara ospiti della Cooperativa sociale Gulliver. Rocchetta Vara e' uno dei comuni colpiti dall'inondazione che ha flagellato la Liguria!
In altre occasioni noi blogger ci siamo date un gran da fare per aiutare chi era in difficolta' innescando un tam tam che ha portato a grandi risultati, quindi perche' non farlo anche questa volta!?!?!?!?!?


Andate a leggere il post di Patrizia , partecipiamo con le nostre ricette e aiutiamo a diffondere questa richiesta di aiuto! Ho sentito Patrizia per mail e mi ha detto che ai bambini serve di tutto, dai vestiti ai giochi al materiale scolastico.... qui sotto riporto l'IBAN su cui fare donazioni, mi aiutate a diffonderlo????? Tutti insieme possiamo fare grandi cose! Forza!!!!


Buona giornata
Paola

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giovedì 3 novembre 2011

Parliamo di libri: Odore di chiuso

Pubblico la recensione di un libro che la nostra Miri ha appena letto e che le e' molto piaciuto!

“Dunque, i sedani si prende solo il bianco e si mettono in padella coll’olive e i peperoni ma no le olive verdi, e nemmeno quelle nere buzzone; la meglio son l’olive taggiasche, però non si trovano quasi mai e allora si fan con quelle nere piccine. Dopo che c’hai messo il pane e il tonno, lo fai andà finchè non vedi quand’ è pronto, tanto lo vedi quando’è pronto; ò, però mi raccomando che il pane va messo nel latte qund’è cardo bollente, senno ‘un piglia nulla. Poi ci rompi du’ ova, rimesti e lo metti ner forno cor pangrattato, e poi dopo un po’ lo levi”

Davanti ad un Pellegrino Artusi perplesso, la cuoca Parisina rivela (a modo suo) la ricetta dell’ottimo pasticcio, molto gradito dall’esperto culinario, servito durante la cena al Castello del Barone Romualdo Buonaiuti.

Siamo nel 1895 in Maremma, nella Toscana vicino alla Bolgheri di Giosuè Carducci. Ospite del Barone, tra gli altri, spicca niente meno che Pellegrino Artusi, già famoso per aver dato alle stampe “La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene”. Durante la permanenza nel Castello di Artusi e di altri ospiti, ecco che il maggiordomo muore avvelenato. Chi è l’assassino??? Pellegrino Artusi ,con provvidenziale spirito acuto, darà una mano alle neonate forze dell’ordine di Sua Maestà Re d’italia a sbrogliare l’intricata matassa.

Marco Malvaldi ambienta nell’Italia da poco unificata il suo ultimo giallo e lascia quindi per il momento i vecchietti investigatori del BarLume, ma non lo spirito toscano che pervade l’intera opera, divertentissima.

I personaggi, ben caratterizzati, sono descritti con ironica acutezza, tanto che ognuno di noi può riconoscere, se dotato di sufficiente autoironia, le proprie debolezze, le proprie manie e anche i sogni di ambizione e di gloria che spesso si scontrano con la nostre mediocri capacità o con e umani debolezze proprie persino dei protagonisti di quel tempo.

Alla fine ben due misteri saranno risolti grazie alla logica di Pellegrino Artusi: l’assassino del maggiordomo che sarà consegnato alle forza dell’ordine e le giuste dosi e la procedura esatta del Pasticcio Zingaro della cuoca Parisina, consegnato a sua volta alle stampe , per i palati dei gourmet di ogni tempo.

Per sapere il nome dell’assassino e come realizzare il Pasticcio Zingaro , ovviamente, comprate il libro!!!

Miriam

ODORE DI CHIUSO
 Marco Malvaldi- Sellerio Editore -



E vi lascio una foto che mi ha mandato Rosella: i colori dell'autunno!


Buona giornata a tutti!
Paola
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mercoledì 2 novembre 2011

Merenda per Halloween!

Ormai Halloween è diventata una nostra tradizione, parlo di casa mia almeno, perchè le belve ogni anno vogliono festeggiarlo. Devo ammettere che anche io mi diverto moltissimo, quindi mi presto volentieri ad esaudire le loro richieste! Quest'anno mi sono portata avanti col lavoro e ho anche realizzato due maschere da indossare per accogliere i loro amici in pieno spirito di Halloween! Abbiamo pensato anche a diverse decorazioni per la casa e i bimbi mi hanno aiutato a realizzarle...avevo stampato in nero delle sagome di topolini e pipistrelle, loro le hanno ritagliate per bene e poi le abbiamo sistemate sulle pareti... i topolini appoggiati sullo zoccolino di legno erano favolosi, così pure quelli messi all'altezza del tavolo, sembravano veri!


Abbiamo poi riempito alcune ampolle con acqua e sciroppi colorati, così da sembrare delle pozioni magiche!
Sulle finestre e sullo stipite delle porte abbiamo appeso delle tende fatte utilizzando il sacco nero della spazzatura, aperto e completamente sfrangiato con un taglierino. Non potevano mancare zucche e lanterne e ovviamente un enorme e spaventoso ragno (che mi terrorizza e che le belve si divertivano come pazzi a lanciarmi addosso....!!! No comment!).
(le belve mascherate)

(le pozioni magiche!)
 
(il tavolo della merenda)

La merenda prevedeva:
2 teglie di focaccia al rosmarino
1 vassoio di panini imbottiti di dita di orco
ossa di vampiro
dita di strega
patatine al pepe (quelle famose nel tubo)
ciocco-ragnatele
muffins spaventosi

Andiamo con le ricette????

Focaccia al rosmarino: ricetta di Adriano che potete trovare QUI.

Panini imbottiti con dita di orco: ricetta dei panini semidolci delle Simili, versione all'olio
Ingredienti:
500 g di farina
250 di acqua
75 g di olio evo
25 g lievito birra
30 g di zucchero
8 g di sale

Impastare tutti gli ingredienti, formare una palla e lasciare lievitare per un'oretta. Senza reimpastare, formare palline da 50 g (vanno bene per la merenda a scuola, per un buffet le farei anche più piccole).
Lasciare lievitare 50/60 minuti, spennellare con uovo sbattuto e cuocere a 210°C per 10/12 minuti.


Dita di strega
Ingredienti: (ricetta di Giallo Zafferano)
Burro 100 gr - Farina 280 gr - Zucchero a velo 100 gr - Lievito chimico in polvere 1 cucchiaino raso - Sale 1 pizzico - Uova 1 - Vanillina 1 bustina

In una ciotola capiente ponete la farina, il burro freddo tagliato a pezzetti, l’uovo, lo zucchero al velo, la vanillina il sale e il lievito; impastate gli ingredienti nella ciotola fino ad ottenere una palla, poi continuate ad impastare su di una spianatoia fino a che l'impasto non risulti liscio e omogeneo. Ottenuto l’impasto per i biscotti, dividetelo in pezzetti del peso di circa 27-30 gr l’uno, fino ad ottenere 20-22 pezzetti.
Lavorate ogni pezzetto con i palmi delle mani trasformandolo in un bastoncino della lunghezza di circa 10-12 cm; sagomate le nocche delle dita assottigliando la pasta appena prima e dopo di esse; rigatele poi leggermente con un coltellino dalla lama liscia.
Sulla sommità delle dita, adagiatevi una mandorla spellata, pressandola leggermente: fungerà da unghia; adagiate le dita delle streghe su di una teglia precedentemente foderata con carta da forno, lasciando uno spazio tra l’una e l’altra di circa 3 cm.
Infornate i biscotti a 180° C in forno già caldo, per circa 20-25 minuti, dopodiché estraete le dita della strega e lasciatele raffreddare.
Una volta raffreddate, sicuramente noterete che qualche mandorla si staccherà dalla sommità dei biscotti: per fissarle più saldamente, intingete la parte della mandorla che poggiava sul biscotto nella marmellata e quindi riposizionatela nel posto originario. Lasciate asciugare e le dita della strega saranno pronte per essere gustate!
Ho fotografato anche due passaggi della realizzazione


Ossa di vampiro:
meringhe a forma di osso! Alla ricetta base ho aggiunto un cucchiaino di caffè solubile...ottime!


Ciocco-ragnatele
Ingredienti:
1 tubo di biscotti Oreo
120 gr di formaggio spalmabile
150 gr di cioccolato bianco
50 gr di cioccolato fondente

Sbriciolare i biscotti e mescolarli col formaggio. Fare delle palline grandi come una noce e porle in freezer per un paio d'ore. Sciogliere il cioccolato bianco, tuffarci le palline congelate e riporle poi sulla cartaforno ad asciugare. Decorare con cioccolato fondente fuso.
Io ho fatto delle ragnatele e delle faccine che sono venute mostruose senza fare nessuno sforzo...ahahha!!!


Muffins spaventosi
la ricetta è sempre la stessa.... arricchita con gocce di cioccolato, la versione più amata dai bambini!
Coperti poi con una crema realizzata con formaggio spalmabile, mascarpone e zucchero a velo!
I decori sono in glassa fatta con cacao dolce e poche gocce d'acqua!


Che ne dite???? I ragazzi hanno gradito tantissimo e hanno spazzolato tutto!!!! Quindi direi che con queste ricettine posso partecipare al contest del Molino Chiavazza: Trick or treat?


Buona giornata a tutti!
Paola
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