domenica 28 aprile 2013

DECLINAZIONI IN SALSA CHILI PER L’MTC DI APRILE

Di Vittoria



Questa volta la sfida mensile dell’MTC ce la propone Anne, la bravissima vincitrice dello scorso mese. Anne ci trasporta a casa sua in America e ci propone di scoprire e sperimentare la cucina texana dei cowboy con un meraviglioso Chili di carne.
Bellissima sfida davvero soprattutto per me che adoro il cibo piccante e le cotture in umido. Cosa potevo chiedere di meglio? Per questo è tutto il mese che provo e sperimento. Provate anche voi se volete assaggiare "A real bowl of red"
Mi sono divertita moltissimo e ora è tempo di tirare le somme di quello che ho fatto.

SALSA CHILI
Anche questo mese lo staff dell’MT Challenge ci ha dato l’opportunità di avvicinarci a una diversa cultura e a un diverso modo di cucinare. Anche questa volta ho avuto l’opportunità di imparare una nuova tecnica. Anne ci ha svelato che il chili non è semplicemente quella polverina rossa e piccante che ho usato fino ad ora.
E’ una meravigliosa pasta infuocata e profumata che si ottiene con un particolare procedimento che ci insegna Anne. Per ottenerla non servono i nostri peperoncini secchi perché…… sono troppo secchi, senza polpa aromatica, sono solo piccanti e frullandoli non si ottiene la pasta aromatica che serve per preparare un vero chili da cowboy.

Quelli semisecchi sono difficili da trovare qui da noi e ne ho trovato solo un tipo, gli Aji amarillo sudamericani.


Ho trovato più varietà di peperoni freschi.



Sono riuscita a procurarmi

gli Ajì di un bel colore aranciato, non troppo piccanti,

il Rocoto dai semi neri, rosso e molto piccante

dei peperoni piccolini rossi rossi molto costoluti infuocati, credo habanero, ma mi hanno detto che arrivano a Genova dall’oriente.

Poi ho aggiunto alcuni peperoncini piccanti freschi nostrani, verdi e rossi.




Come da istruzioni, che trovate QUI da Anne, li ho arrostiti in forno, pelati e privati dei semi e filamenti e frullati con pochissima acqua per ottenere una crema piccantissima. Infine ho passato la salsa al setaccio per eliminare ogni pellicina.

Fate attenzione quando maneggiate questi peperoncini perché sono veramente irritanti, soprattutto non respirate i vapori quando escono dal forno e usate i guanti per maneggiarli.





Ho surgelato la salsa in un contenitore di plastica da cioccolatini ottenendo delle semisfere che corrispondono a un cucchiaino, perfette per dosare il “fuoco” dei miei chili.

Tre o quattro cucchiaini da caffè di questa pasta bastano per rendere infuocata una pentolata di stufato per quattro persone.




Non restava che passare all'azione sperimentando questa meravigliosa salsa che, come avete visto, potete preparare in anticipo e surgelare per averla sempre a disposizione.

1) CHILI DI MAIALE CON FAGIOLI E AGLIETTI AL BURRO E TORTILLAS AZZIME



Per il Chili:

600 gr di polpa di maiale (io ho scelto lonza per motivi dietetici, ma consiglio un taglio un po’ più grasso, tipo la coppa)
1 peperone rosso dolce e carnoso, arrostito pelato e frullato a crema
4 cucchiaini di pasta chili ottenuta con il procedimento di Anne descritto sopra
Brodo di carne o acqua
1 foglia di alloro
Olio/burro
Sale
Utilizzare una pentola pesante per lunghe cotture, in ghisa o coccio.
Scaldare un misto di olio/burro nella pentola con l’alloro, aggiungere la carne, la pasta di peperone dolce e quella di chili piccante e portare a cottura bagnando con il brodo. Deve cuocere circa due ore restando bello sugoso, ma non troppo brodoso.
Ho scelto di aggiungere anche un peperone rosso dolce ottenendo una pasta aromatica e dolce molto rossa per dare colore allo stufato senza dover per questo usare il pomodoro.



L'aglio selvatico (o aglietto come l'abbiamo sempre chiamato in casa) cresce spontaneo nei prati e nei fossi in primavera e fa dei bellissimi fiori binchi splendidi per guarnire le insalate.
Il sapore è di aglio ma molto molto delicato.
Perfetto anche per fare delle frittatine o un sughetto per la pasta, meglio se integrale.



Per il contorno:
200 gr fagioli rossi ammollati una notte e lessati
Un mazzo di aglio selvatico (o di cipollotti freschi)
Burro e sale
Poco brodo


Pulire bene le piantine di aglio e tagliarle a tronchetti utilizzando anche la parte verde più tenera, scaldare il burro in padella e farle saltare qualche minuto rosolandole leggermente, bagnare con poco brodo e portare a cottura coperto per circa 15 minuti. Negli ultimi 5 minuti aggiungere i fagioli. Regolare il sale e servire caldo




Per le Tortillas:

250 gr di farina 00
150 gr circa di acqua
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
sale
Impastare tutto lavorando meno possibile. Dividere in palline e fare riposare almeno mezzora. Stendere le palline allo spessore di qualche millimetro e cuocere sulla piastra di ghisa ben calda. Quando fanno le bolle voltarle e cuocerle anche dall’altro lato. Servire calde



Piegare in due una tortillas, riempirla con la carne e il sugo ben caldi e servire nel piatto accompagnando con le verdure.










Piatto apprezzatissimo e spazzolato fino all’ultima briciola anche se io supercritica ho trovato la carne troppo dura, la prossima volta addio alla dieta e mi scelgo un bel pezzo di coppa.



Qualche giorno dopo ho voluto replicare con gioia della famiglia tutta che apprezza come me sia gli umidi che il fuoco in bocca. Ed ecco quindi il

2) CHILI IN TRIPPA CON GALLETTE DI CECI E PATATE AL FORNO



Insomma diciamocelo che genovese lo sono fino in fondo pur avendo nelle vene sangue tedesco e pure quello americano. Ma se quella vena di cultura americana che scorre in casa mi fa apprezzare cibi esotici e piccanti e quegli accostamenti che un vero ligure non oserebbe mai e poi mai (diffidenti siamo), d’altra parte sono così legata ai profumi e sapori di casa che non posso fare a meno di richiamarli anche in un piatto che di ligure non ha molto. Nella tradizione ligure carne poca poca e piccante ancor meno.
Ma di tutte ste mucche che i texani si pappavano in salsa chili…. …….delle frattaglie che ne facevano????? Perché noi invece le frattaglie le usiamo eccome!!!! Ed ecco che è nata una collaborazione ligure-texana per la nascita di questo piatto che sposa la nostra amatissima trippa con l’infuocata pasta chili texana. Matrimonio felice vi assicuro, accompagnato da un bella tegamata di patate che “spengono” l’eccesso di fuoco del chili e, sempre in omaggio alla liguria, da tortillas realizzate con la farina di ceci che è un ingrediente fondamentale di alcune preparazioni tradizionali liguri come la panissa e la farinata.


Per la trippa:

600 gr di trippa mista prebollita e tagliata a listarelle
3 cucchiai di trito misto di sedano, carota, cipolla
2 spicchi di aglio
1 foglia di alloro
½ bicchiere di vino bianco secco
1 barattolo di passata di pomodoro casalinga, circa 500 gr
Brodo eventualmente
4 cucchiaini di pasta di chili (ricetta di Anne più sopra)
Olio extravergine di oliva
Sale

In un tegame largo di coccio scaldate 2 cucchiai di olio e rosolare il trito di verdure, aggiungete la trippa, l’aglio e l’alloro, fate insaporire e asciugare, poi sfumate con il vino, fate evaporare l’alcol, aggiungete la passata di pomodoro e la pasta piccante, fare stufare semicoperto per circa due ore aggiungendo brodo se asciuga troppo. Non deve restare troppo brodosa, ma neanche secca e asciutta.



Per le patate arrosto:

4 patate medie pulite e tagliate a dadini
Olio extravergine di oliva
Le code verdi dell’aglio selvatico o di un cipollotto a pezzetti
foglia di alloro
Sale grosso

Scaldare l’olio in un tegame largo con il verde di aglio/cipolla, aggiungere le patate e il sale grosso, portare a cottura rosolando e smuovendo ogni tanto. Devono risultare ben croccanti fuori e morbide all’interno.




 
Per le tortillas di ceci:

200 gr di farina di ceci
200 gr di farina 00
400 gr acqua
Sale
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
Mescolare le due farine e il sale poi aggiungere l’acqua sbattendo bene con una frusta per non fare grumi. Poi aggiungere l’olio e sbattere ancora. Deve risultare una pastella liquida tipo quella delle crepes. Fare riposare per mezz’ora.
Scaldare la piastra di ferro o una padella antiaderente non troppo grande, velare di olio e versare un mestolino di impasto facendolo scorrere su tutto il fondo della padella per ottenere una tortilla sottile.
Quando cominciano a sollevarsi i bordi voltarla con la spatola e arrostire anche l’altro lato. Piegare in due e tenere in caldo.

Servire una dose abbondante di chillitrippa accompagnata da una o due tortillas e dalle patate fritte su un letto di insalatina fresca.




Il Chili ormai è una droga, non possiamo fare a meno di riprovarlo e quindi eccovi

3) CHILI ETIOPE CON INJERA E VERDURE FRESCHE


Come terza proposta vi presento una ricetta che invece di essere legata alla mia terra, la Liguria, è legata al paese di provenienza di mio figlio, L’Etiopia.
In questo paese meraviglioso e difficile il cibo piccante è cosa di ogni giorno. Ad ogni pasto si mangia piccante, compresa la colazione del mattino.
La base di ogni preparazione è il Berberè, una pasta piccantissima e aromatica che ha come ingrediente principale il peperoncino pestato nel mortaio insieme a molte altre spezie (nella foto ho riportato l’elenco). La pasta viene poi essicata al sole e ridotta in polvere che si compra ovunque ……a chili ..…si si, proprio a chili perché ne usano moltissima!

 
Questa polvere poi viene cotta con pomodoro e altri aromi per ottenere una salsa nella quale intingono il loro pane tradizionale, L’Injera che è una specie di tortilla grande e spessa, cotta da un solo lato, soffice e spungnosa per raccogliere bene il sugo.
Molti si devono accontentare di questo per sfamarsi, altrimenti in questa salsa cuociono carne o pesce o verdure per ottenere vari piatti stufati, Wot, Zighinì, Alich’a che assomigliano moltissimo al Chili con carne di questa sfida.

Questo è un piatto che con qualche variante facciamo spesso a casa, soprattutto quando vengono a mangiare all’improvviso gli amici di mio figlio.
E’ un misto di cucina etiope e messicana, passando per quella italiana.
E’ un modo veloce ed economico di sfamare la truppa
E’ un modo divertente di mangiare perché ognuno si serve da solo e compone i suoi “tacos” come vuole.

Per Il Chili etiope:
600 gr di carne di manzo macinata, non magrissima
1 cipolla grande ridotta a dadini piccoli
mezzo bicchiere di salsa di pomodoro ristretta
Olio extravergine di oliva
Sale
1 foglia di alloro
4 cucchiaini di pasta di chili (ricetta di Anne più sopra)
1 cucchiaio da minestra di berberè (si trova in alcune drogherie e nei negozi etnici africani)

In una pentola di coccio fare rosolare la cipolla con olio, unire la carne tritata e rosolarla bene, come per il ragù, poi aggiungere il sale, il pomodoro, alloro, pasta di peperoncino e berberè. Mescolare bene e fare restringere saltando a fuoco vivo. Non asciugare troppo.



Per l’Injera:
500 gr di farina 00
1 bustina di lievito in polvere
500 gr di acqua
Sale
Mescolare la farina con il lievito, sciogliere con l’acqua sbattendo bene con la frusta per non far venire grumi. E’ un composto parecchio liquido. Metterlo in una brocca con un beccuccio per versare.
Scaldare la piastra in ferro o una padella antiaderente con il fondo piatto. Quando è calda ungere leggermente il fondo, poi versare il composto a cerchi concentrici partendo dall’esterno e via via al centro riempiendo la padella. Mentre cuoce vedrete formarsi dei buchini che rendono la Injera spugnosa, ideale per raccogliere il sugo. Si cuociono da una parte sola perciò regolate il calore in modo che abbia tempo di cuocere bene prima di bruciare sotto. Arrotolatele e tenetele da parte in caldo.


I contorni freschi:

1 peperone rosso
1 peperone giallo
12 pomodorini tipo piccadilly
Insalatina fresca mista prelavata
100 gr di formaggio tipo Emmenta

Pulite peperoni e pomodorini e tagliatele a striscette. Tagliate a striscette anche il formaggio. Sistemate ogni cosa in tavola in ciotoline e piattini.




Mettete in tavola al centro la pentola del Chili ben caldo e un vassoio con la Injera.

Ognuno si servirà di una Injera e potrà farcirla a piacimento.




Tradizionalmente si deve strappare con le mani un pezzo di Injera e con quella raccogliere un po’ di carne e verdure, chiudere con le dita a pacchettino e mangiare il boccone. Gli etiopi sono bravissimi e fanno questa cosa con grande eleganza senza assolutamente sporcarsi le mani di sugo. Provateci un po’ voi!!!!










A seconda delle volte poi aggiungiamo della salsa messicana (confezionata), del petto di pollo a striscette saltato in padella, del formaggio cremoso insaporito da erbe o spezie, i fagioli neri o rossi lessati e conditi, degli spinaci lessati e ripassati in padella….. insomma quello che c’è o che la fantasia suggerisce.

I ragazzi si divertono sempre ed è un modo allegro di pranzare.



Devo nuovamente ringraziare Alessandra e Daniela che organizzano questa sfida tutti i mesi e si fanno in quattro per rendere questo gioco sempre più bello e ricco di spunti sul tema.
Ringrazio di cuore anche Anne che questo mese ci ha fatto scoprire la vera ricetta del Chili dei cowboy texani.


Queste tre ricette partecipano al MT Challenge di Aprile




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martedì 23 aprile 2013

Il mio Chili per l'MTC

D'un tratto devo tornare alla normalita'... devo!
E quando la Ale cercava volontari per la sfida di questo mese ho subito risposto di si, che ci sarei stata, ancora a scatola chiusa. Ma che faticaaa! Perche' a volte costa fatica anche la normalita', ma una parola data e' un impegno ...almeno per me! E quindi vado a fare la spesa, cosi' se ho tutto in casa devo pur prepararlo sto benedetto chili! E poi sono curiosa, perche' ho letto e riletto la ricetta un sacco di volte, ma continuo a chiedermi: "possibile che con 3 ingredienti possa uscire un gran piatto?"
Perche' diciamolo....quando NON vuoi fare una cosa, trovi tutte le scuse e gli alibi per non farla, ma gliel'ho promesso all'Ale... mannaggiamme'!!!


Ma si dai, inizio! Inizio col recuperare la pentola di terracotta, quella dell'Adele, quella che uso una volta all'anno solo per cucinare le lenticchie, quella che l'Adele mi raccomanda sempre di metterla a bagno qualche ora prima di usarla e non ho mai capito perche', ma lo faccio!
Non sto a scraniarmi per trovare un ingrediente figo da usare... sara' un chili semplice e normale, con un contorno semplice e normale. Non sto a scraniarmi nemmeno per fare una foto originale...Matteo pero' ci teneva moltissimo a inserire la sua piantina di cactus!

Chili semplice e normale - mio

Ingredienti per il chili:
1 kg di spalla di maiale
2 peperoncini di cayenna
4 pomodori secchi sott'olio
2 spicchi di aglio
3 foglie di salvia

Ho seguito le indicazioni di Ann per preparare la salsa al peperoncino, ne ho usati solo un paio perche' le belve ancora non gradiscono cibi troppo piccanti e non volevo rischiare uno sciopero della fame.

"Spezzettate i peperoncini secchi scuotendone fuori i semi (da eliminare) e mettete i pezzi in una ciotola, coprite i peperoncini di acqua bollente e lasciate in infusione per almeno 2 ore. Passato questo tempo, frullateli con l’acqua di infusione fino ad ottenere una pasta leggermente densa. Passatela da un setaccio fine in modo da eliminare ogni residuo di pellicine, recuperando quanta piu’ polpa possibile."

Ho frullato poi la salsa piccante con i pomodorini secchi scolati dal loro olio. (frullato non benissimo, infatti nella prima foto si vede un residuo di peperoncino!!!)
Nella pentola di terracotta ho messo gli spicchi di aglio, la salvia, un filo d'olio e ho fatto appena dorare l'aglio. Ho aggiunto quindi la carne a pezzetti e la salsa di pomodorini e peperoncino. Regolato di sale, coperto il tutto e lasciato cuocere un paio di ore mescolando di tanto in tanto!
Siccome Ann consigliava di cucinarlo il giorno precedente il consumo, ho cotto il chili il sabato pomeriggio e la domenica a pranzo l'ho dovuto solo scaldare!

Ingredienti per 8 tortillas:
300 gr di lievito liquido
140 gr di farina 00
1/2 cucchiaino di sale

Avevo il lievito liquido da usare e quindi ho pensato di approfittarne per fare le tortillas...fantastico!
Ho impastato il lievito con la farina e il sale e senza lasciar lievitare ho fatto delle palline poco piu' piccole di un pugno, quindi le ho stese col mattarello e messe a cuocere una alla volta sulla piastra rovente. In cottura il pane si gonfia come una palla, tanto che potevamo addirittura bucarlo e riempirlo con la carne... bellissimo!!!

(Da quando ho scoperto questo metodo per smaltire il lievito liquido faccio tortillas tutte le settimane!)

Ingredienti per le frittelle di patate:
4 patate medie
1 uovo
30 gr di farina
sale q.b.

Ho sbucciato le patate e poi tagliate a julienne con l'apposito attrezzo. Raccolte in una ciotola le ho mescolate con l'uovo, la farina e regolato di sale. In una padella con rivestimento in ceramica ho sciolto una noce di burro e adagiato poi dei pugnetti di impasto di patate che ho poi appiattito con la forchetta. Lasciato cuocere a fiamma media. Quando si e' formata la crosticina sotto le ho girate e cotte sull'altro lato.


Presa una tortillas l'abbiamo riempita con il chili ben caldo, una bella manciata di formaggio latteria anche lui grattugiato a julienne, una frittella di patate e richiuso.

Samuele se ne e' divorate TRE con una serie di mugolii di piacere esclamando alla fine: "Mamma faccelo tutte le settimane!!!"
Bene...ce l'ho fatta! La mia sfida questo mese era riuscire a partecipare a questo appuntamento, perche' si puo' ripartire dalla cucina, perche' proprio quando non te lo aspetti bastano pochi semplici ingredienti che diventano una grandissima sorpresa e trasformano un normale pranzo in un pranzo fantastico!
E allora grazie... a tutta la banda di matte che e' l'MTC, per avermi aspettata e per esserci sempre!
E un grazie di cuore ad Ann per questa ricetta strepitosa.


E prima di finire... siccome ho scoperto una recente passione per la musica country, vi lascio il link di una canzone che mi piace! LA TROVATE QUI!!!! Buon ascolto!

Un abbraccio
Paola

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venerdì 19 aprile 2013

Non di cucina...ma di cucito!

Tranquilli tutti....ora non e' che questo blog prendera' una strada diversa da quella della cucina, ma volevo rendervi partecipi di un'altra delle mie passioni, il cucito!
La colpa di questo interesse e' della mia amica Cristina, un'amica di quelle che vere, che posso vivere, che incontro (incontravo) la mattina davanti a scuola, che mi ha insegnato a cucire la mia prima borsa, che mi ha invitata a cucire da lei il pomeriggio tra chiacchiere, risate e una tazza di te!
Mi ha fatto sbirciare in un mondo che non conoscevo, io credevo di dare solo uno sguardo e via e invece mi sono appassionata sempre piu'...quindi ho comprato la mia piccola macchina da cucire o ogni tanto la sera le faccio fare gli straordinari! ^__^

Queste sono due delle mie ultime creazioni....e in qualche modo tutte e due hanno a che vedere con la cucina.
Il portatorte!


Bello grande eh! Cosi' ci si puo' infilare qualsiasi tipo di tortiera. La base sotto e' un tessuto pesante marrone, l'interno a pois come i manici e la superficie beige con questi disegnini in tema di cui mi sono innamorata appena li ho visti!
Ha i manici un po' lunghini...li devo accorciare! Pero' e' veramente di una comodita' pazzesca per trasportare le torte!


Il vestitino da bimba


Questo vestitino, non lasciatevi ingannare...non sono due... e' uno solo ma completamente ribaltabile, un 2 al prezzo di 1 in pratica! Ah...e c'e' pure il bavaglino coordinato... devo solo recuperare la foto...che sbadata!
Non sono meravigliose queste stoffine???? L'ho cucito per una bimba che sto aspettando anche io con ansia come se si trattasse di una nipotina...e  un pochino lo e'!
Lei sara' Irene, la bimba fortunatissima della mia Kikina che deve arrivare a giorni...forse e' gia' in viaggio...e io gia' l'adoro, da quando l'ho sentita muoversi sotto la mia mano appoggiata al pancione della sua mamma!  Che bello!
Irene scusa se non te l'ho stirato.... ^_____^

Ecco e' tutto!!!! Ma se vi piace il genere posso anche postare altre cose e se siete interessati a qualcosa fate un fischio!!!!

Un abbraccio
Paola
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mercoledì 17 aprile 2013

Lonza arrosto col miele

Domenica! La mattina esco presto a fare una corsetta...perche' durante la settimana corro gia' per mille altri motivi, ma la domenica mi rilasso!
E mentre corro al parco realizzo che e' primavera davvero! Eh si...non l'avevo ancora notato, perche' finora ho avuto sempre l'ombrello in mano a ripararmi dalla pioggia e a nascondere ogni cosa alla mia vista... invece domenica c'e' il sole...e mentre corro mi accorgo che gli alberi, nonostante tutto, sono pieni di fiori e anche i prati, nonostante tutto, sono pienissimi di fiori... e pure l'aria profuma di fiori ed e' frizzante e fresca e leggera; e ti avvolge e ti entra dentro e poi vedo loro....un uomo e una donna, che potevano essere i miei genitori per eta', che camminano tenendosi per mano come due ragazzini innamorati e ad un tratto lui la prende, la stringe forte a se e la bacia.... e io continuo a correre ma non posso fare a meno di sorridere e commuovermi davanti a quella scena tenerissima... eh si, e' primavera!

Ok, pero' a casa ci sono le belve che per pranzo reclamano un menu' degno della domenica!
Quindi che arrosto sia!


Lonza arrosto col miele - mia!
Ingredienti:
800 gr di lonza di maiale in un unico pezzo
1/2 cipolla
2 bicchieri di vino bianco
1 cucchiaino di dado di carne homemade
aromi a piacere: salvia, rosmarino, timo, maggiorana, aglio
1 cucchiaino di senape in polvere
1 cucchiaio di salsa di soya
sale
olio evo


Far soffriggere la cipolla tritata nell'olio extra vergine d'oliva. Quando la cipolla è dorata e l'olio ben caldo aggiungere la carne e farla rosolare per bene da tutti i lati. Bagnare con un bicchiere di vino,  aggiungere il dado, il miele, la senape e gli aromi. Coprire e continuare la cottura girando la carne di tanto in tanto. Aggiungere il secondo bicchiere di vino appena il precedente viene assorbito.
A fine cottura aggiungere la salsa di soya ed eventualmente regolare di sale.
Cuoce in un'ora circa.
Servire tagliando a fette e irrorando col fondo di cottura che potete anche frullare se lo preferite cremoso.
Noi abbiamo fatto un contorno di patate al rosmarino al forno! Buoooone!


Le belve l'hanno divorato, hanno fatto il bis e un sacco di complimenti!!!
E il profumo che ha lasciato in casa... quello fa proprio domenica! Mi piace!

Un abbraccio a tutti
Paola
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lunedì 15 aprile 2013

Soddisfazioni

Iniziamo la settimana con un annuncio che mi riempie di orgoglio!!!
Stamattina ho trovato la mail di approvazione e...non ci crederete, ma saltavo sulla sedia, felice come una bimba!
Ebbene... anche questo bloggino e' stato riconosciuto dalla FIP, federazione italiana pasticceria gelateria cioccolateria!



Sono davvero felicissima! Se penso al primo piatto che ho cucinato da sola, mi viene in mente una torta! Avevo 12 anni e ogni settimana andavo da mia zia a cucinarle una torta, perche' lei non e' mai stata troppo portata per la cucina, ma dato che a me piaceva moltissimo mi dava la possibilita' di fare pratica! Ho iniziato cosi'... e l'interesse e' diventato passione e con gli anni le passioni sono diventate sfide a provare ad andare oltre, a crescere e a fare dolci piu' elaborati!
Ve lo avevo raccontato QUI che a settembre mi ero iscritta ad un corso professionale di pasticceria, perche' sono fermamente convinta che se voglio che una grande passione si trasformi in qualcosa di piu', bhe...bisogna avere le basi! E io queste basi me le sto costruendo e consolidando...ho seguito il corso e superato l'esame e ora sono pasticcera anche io... ma ancora piccola piccola, la strada da fare e' ancora tanta!
Da qui l'interesse per la FIP che e' un'associazione che ha come scopo la formazione professionale, l’organizzazione di eventi, fiere, manifestazioni, la promozione e lo sviluppo del comparto artigianale tipico di ogni regione d’ Italia.
Insomma, una squadra di professionisti del settore che vanta la presenza di un albo d’oro denominato “Equipe Eccellenze Italiane Pasticceria Gelateria Cioccolateria”; una grande squadra da cui io ho veramente tantissimo da imparare.
Andate a guardare il sito FIP, ve lo consiglio!

Bello iniziare la settimana cosi', vero??? ^___^

Un enorme grazie alla FIP per avermi accolto nella squadra e a tutti buonissima settimana!!!!
Paola
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venerdì 12 aprile 2013

Macaron alle mandorle e pompelmo rosa

Ci sono cibi a cui leghiamo un particolare ricordo che li rende quindi qualcosa di specialissimo, qualcosa che ci scalda il cuore e ci fa spuntare il sorriso... e ci sono momenti in cui abbiamo un disperato bisogno di aggrapparci a quei bellissimi ricordi, di sapere che non era solo un bellissimo sogno, che e' successo davvero, ma al tempo stesso preferiremmo aprire gli occhi e renderci conto di aver sognato...e riprendere a vivere da dove avevamo lasciato un attimo prima...quando tutto era cosi' facile e scorreva liscio senza complicazioni, ma ti chiedi se quello era vivere o solo lasciarsi scorrere il tempo addosso...e hai voluto vivere, e non hai rimpianti, e ti dici che rifaresti cento volte tutto daccapo....ma magari domani...che oggi fa ancora dannatamente male...


E allora ti chiudi in cucina con una cara amica e cucini dolci...non dolci a caso... i macaron!
Stavolta ho voluto provare il procedimento di Maurizio black Santin, con meringa italiana...li avevamo fatti in occasione del corso "Incontri con lo chef" nel magnifico spazio di InKitchen loft ed erano venuti meravigliosamente belli e buoni, quindi....


Macaron alle mandorle e pompelmo rosa
Ingredienti:
150 gr di farina di mandorle
150 gr di zucchero a velo
150 gr di zucchero semolato
40 gr di acqua
100 gr di albumi


Cuocere a 110 gradi l'acqua e lo zucchero semolato, quando lo sciroppo sarà a temperatura versarlo a filo su 50 gr di albumi precedentemente semimontati in planetaria, continuando a montare (meringa italiana).
A parte miscelare lo zucchero a velo e la farina di mandorle, unire i 50 gr di albumi restanti e messcolare bene fino ad ottenere un composto liscio. Unire la meringa italiana mescolando dal basso verso l'alto delicatamente.
Mettere il composto in un sac a poche con bocchetta liscia grande e formare i macaron  su un foglio di carta forno, lasciar riposare i macaron sulla teglia per almeno 20 minuti prima di infornare.
Cuocere i macaron a 140 gradi per circa 12-14 minuti.
Lasciar raffreddare completamente sulla teglia prima di spostarli, quindi unirli a due a due col ripieno che preferite.
Io ho voluto bilanciare il dolce dei gusci con la marmellata di pompelmo rosa di rigoni di Asiago, leggermente amara... vi assicuro che erano strepitosi!!!!
Erano... si... sono arrivati a malapena a sera!


Su alcuni gusci ho messo delle bricioline di fiore di ibisco essiccato...ma serve solo a dare qualche macchiolina di colore!  ^__^


Alla mia Annuccia che mi ha fatto compagnia mentre io "smaccaronavo"...GRAZIE! Di esserci sempre!
...e a quando i prossimi????

Buona giornata a tutti!
Paola
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mercoledì 10 aprile 2013

Pollo Kentucky rivisitato



Questa ricetta, dell'originale ha solo l'impanatura, il resto è una mia interpretazione più leggera del mitico piatto americano. Quest'ultimo prevede di mescolare abbondante farina al mix di spezie ed erbe, passare i pezzi di pollo in uova e latticello e poi nella farina aromatizzata per ben due volte, in modo da creare una bella camicia spessa e infine friggere in abbondante olio caldo.
Ecco la mia versione:

Pollo Kentucky rivisitato
4 cosce di pollo tagliate a pezzi abbastanza piccoli e senza pelle
pangrattato circa 200 g
un mix di spezie fatto con:
1 cucchiaino di paprika
1  "  di cipolla in polvere
1  "  di aglio in polvere
1  "  origano
1  " timo secco
1 " menta secca (non l'ho messa)
1  " peperoncino secco polvere
1  " coriandolo in polvere
1 "  zenzero in polvere
1 " rosmarino tritato
1 " salvia
1/2 " cannella
1/2 " chiodi di garofano
grattugiata di noce moscata
una foglia di alloro sbriciolata
abbondante pepe nero e bianco
la scorza grattugiata di un limone
sale
yogurt e latte in parti uguali (la ricetta prevede latticello)

Mescolare insieme il pangrattato con  spezie ed preparate. Passare i pezzi di pollo nello yogurt e poi nel pangrattato aromatizzato facendo in modo che lo rivesta completamente. Volendo si può ripetere l'impanatura ma per me una volta è sufficiente.
Disporre i pezzi di pollo in una teglia oliata, versare ancora un filo di olio sopra i pezzi e mettere in forno caldo per circa 40' avendo cura di girare i pezzi di pollo a metà cottura
Nadia
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lunedì 8 aprile 2013

La giardiniera....quel che non sono io!

Ma si dai, ve lo avevo gia' raccontato che non sono proprio portata per il giardinaggio... e diciamo che sto parlando per eufemismi!
La verita' e' che sono un disastro, ho il pollice nero e verso...adoro fiori e piante, ma dopo due giorni con me la loro fine e' certa! Allora se proprio mi va di avere qualche fiore in casa mi oriento su quelli recisi, che tanto piu' di qualche giorno non durano e non e' certo colpa mia!
Per rallegrare la tavola di Pasqua pero' ho voluto fare un piccolo centrotavola fiorito, cosi' sono andata al vivaio e ho scelto tre piccole piantine fiorite da sacrificare...L'idea l'avevo vista su pinterest che ormai e' diventata una mania, ma questo mi era sembrato cosi' facile e a portata di mano che insomma... ce la potevo fare!


Invece questa giardiniera che vado a presentarvi....lei si che e' buonissima!!!!
La fa sempre la mia Adele con una ricetta passatale da niente meno che dalla mitica zia Marisa! Quindi una garanzia! Non avete idea del traffico di ricette che c'e' a casa e lo spaccio di vasi di conserve che ne deriva poi!
Ne ho portato un vaso a Genova dalle streghe del blog e anche loro hanno molto apprezzato, tanto che l'Adele gongolava quando le ho fatto i complimenti e se ne e' uscita con un: " e dai...un quei cos da bon son buna anca mi de fal" (...qualcosa di buono son capace anche io di farlo), perche' lei si sminuisce sempre, ma e' davvero una grandissima!

Giardiniera - ricetta della zia, preparata dall'Adele!
Ingredienti:
2 zucchine
2 carote
1 costa di sedano
2 peperoni
1 cavolfiore
1 finocchio
300 gr di cipolline (oppure una cipolla bianca)

1 lt di vino bianco
1 lt di aceto
100 gr di sale
100 gr di zucchero

Portare ad ebollizione i liquidi con il sale e lo zucchero.
Aggiungere le verdure pulite e tagliate, quando riprendono l'ebollizione cuocere per 4 minuti.
Scolare e far asciugare su un panno di spugna e quando sono fredde sistemarle nei vasi e coprire con olio di semi di mais.

E' un ottimo contorno!
Conservare in luogo fresco e al riparo dalla luce.



Buon inizio settimana a tutti!
Paola



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venerdì 5 aprile 2013

Cheese cake al cioccolato bianco e fragole





Questo dolce delizioso viene da Fimère di Aux Délices des Gourmets che seguo sempre con attenzione. L'ho preparato per mio figlio invitato al picnic di Pasquetta, superfluo dire che i ragazzi l'hanno spazzolato in un baleno

Cheese cake al cioccolato bianco e fragole

Per 10 persone:
250g di biscotti digestive
125g di burro,ammorbidito
5 fogli di gelatina (10g) + 1 per la decorazione
500 g di crema di formaggio, ammorbidito
1 lattina di latte condensato zuccherato
300 ml di panna liquida
150 g di cioccolato bianco fuso
200 g di marmellata di fragole


Imburrare uno stampo a cerniera di cm 28x18, foderare il fondo con carta forno e i bordi con dell'acetato per sformare il dolce agevolmente.
Ridurre i biscotti in briciolame, unire il burro, impastare bene e compattare, pressando bene con le mani, sul fondo dello stampo. Mettere in frigorifero a rassodare.
Mettere la gelatina in ammollo in acqua fredda.
Sbattere la crema di formaggio con il latte condensato fino ad avere un composto liscio.
Fondere il cioccolato bianco a bagnomaria e sciogliervi i 5 fogli di  gelatina ben strizzati, unire tutto al composto di formaggio amalgamando bene. Io ho usato le fruste elettriche.
Montare la panna e unirla delicatamente al composto preparato, facendo attenzione di non smontare la panna.
Versare il composto nello stampo sopra i biscotti pressati, mettere in frigorifero a rassodare per almeno 6 ore.
Sciogliere in un pentolino la marmellata con un poco di acqua, la mia aveva dei pezzi di frutta per cui ho preferito passarla al mixer. Unire l'ultimo foglio di colla di pesce e mescolare bene. Fare raffreddare e versare sul dolce in uno strato spesso. Mettere ancora in frigo a rassodare quindi sformare.
Fimère decora con una dadolata di fragole e una salsa sempre alle fragole, io ho preferito questa decorazione perchè era più semplice il trasporto del dolce
Nadia 

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martedì 2 aprile 2013

Bavarese ai tre cioccolati di Montersino








 Ecco l'ultima fatica firmata ancora una volta Montersino. Nonostante la ricetta sembri lunga in effetti si fa in tempi abbastanza brevi, a parte il riposo in frigorifero. L'estetica non è come avrei voluto ma il gusto mi è piaciuto davvero molto, una torta goduriosa al massimo


BAVARESE AI TRE CIOCCOLATI di Montersino
dal libro Peccati al Cioccolato

per la pasta biscotto:
180g di albumi
120g di tuorli
55g di cacao amaro in polvere
190g di zucchero semolato

per le bavaresi:
400g di latte
75g di zucchero semolato
225 g di tuorli (una quindicina circa, io ne ho messi solo 6)
18g di gelatina in fogli
125g di cioccolato gianduia
125g di cioccolato al latte
125g di cioccolato bianco
750g di panna

per il glassaggio al cioccolato al latte
150 g panna
125 g cioccolato al latte
50 g cioccolato bianco
25 g burro cacao
25 glucosio
3 g colla di pesce
5 g latte in polvere magro (non l'ho messo)

per la decorazione
cioccolato bianco
burro cacao

Per il biscotto al cacao: montare gli albumi con lo zucchero, unire a mano i tuorli e infine il cacao setacciato. Stendere il biscotto in una leccarda da forno ben imburrata e coperta da carta forno e infornare a 190° per circa 10 minuti. Questa è una dose industriale di pasta biscotto, io, una volta cotta, lo divisa e surgelata per ulteriori preparazioni.

Per le tre bavaresi, portare a bollore il latte e unirlo ai tuorli sbattuti con lo zucchero e fare cuocere a fiamma bassa fino a raggiungere 85°. Fuori dal fuoco aggiungere la gelatina prima ammollata in acqua fredda e ben strizzata. Dividere la crema in tre parti ed a ognuno aggiungere il cioccolato spezzettato e mescolare fino a fonderlo completamente.  La ricetta prevedeva cioccolato fondente che a me non piace per cui ho optato per il gianduia.

Per il montaggio del dolce: mettere sul fondo di un anello da cm 22 un disco di biscotto al cacao di cm 20. Versare sopra la bavarese al gianduia e porre in congelatore per 20'. Procedere così per le altre due bavaresi  terminando con quella bianca. Avendo parecchia pasta biscotto, ho inserito un altro disco al cacao fra una bavarese e l'altra.

Per il glassaggio al latte: fare bollire la panna con il glucosio. Fuori dal fuoco aggiungere i cioccolati e la gelatina precedentemente ammollata. Mescolare fino ad ottenere un composto fluido, nel caso grumi mixare il tutto. Una volta freddo, versare delicatamente sulla torta e fare raffreddare almeno 6 ore in frigo.

Per la decorazione sciogliere il cioccolato bianco a bagnomaria aggiungendo il burro di cacao, fare intiepidire e con un conetto di carta formare dei ghirigori su carta forno, raffreddarli in frigo e decorare il dolce.

La decorazione originale prevedeva un croccante con ingredienti che non sono riuscita  a reperire per cui ho optato per questa semplice decorazione.
Nadia



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